Affitti “a luci rosse” ma a sua insaputa
La denuncia di una cinese: i suoi dati usati da altri per 4 locazioni. L’hanno già fatta finire a processo per sfruttamento
REGGIO EMILIA. Quattro appartamenti affittati a suo nome, ma senza che lei ne sapesse niente. E in due di questi, erano stati allestiti dei centri massaggi a luci rosse. Al punto che in un caso le è costata una denuncia per sfruttamento della prostituzione e un processo, tutt’ora in corso.
A denunciare una situazione che rischia di portarle molti guai è Chen Linxiang, una donna 52enne di nazionalità cinese che da molti anni vive con la sua famiglia a Reggio in via Turri. Con la figlia Angela - la sola in casa a parlare italiano e perfettamente integrata - si è rivolto a un legale, l’avvocato Gianluca Vinci, per difendersi da questa situazione. E punta il dito contro una connazionale che vive sempre nel quartiere della stazione, con un nome molto simile al suo, che si sarebbe impossessata dei suoi documenti e a suo nome avrebbe acceso i quattro contratti.
«Tutto è iniziato con un primo caso, a Strà in provincia di Venezia - racconta l’avvocato Vinci - Qui le forze dell’ordine fecero un blitz in un appartamento scoprendo un centro massaggi dove veniva esercitata la prostituzione. Il contratto di affitto è risultato intestato alla mia cliente. Ma lei non ne sa niente e non è mai stata a Venezia. Ma intanto è stata denunciata per sfruttamento della prostituzione e il processo di primo grado è in corso». Quando, però, dal Comune di Bologna le è arrivata una comunicazione per una tassa dei rifiuti non pagata relativa a un alloggio sconosciuto ha capito che qualcosa non andava. E’ andata là, ha trovato delle ragazze che dagli abiti le sono sembrate prostitute che le hanno detto il nome della donna dalla quale avevano avuto l’alloggio e il contratto di affitto. Donna che Chen Linxiang ha cercato a Reggio, trovandola. Un episodio che denuncia formalmente alla polizia: quella donna le avrebbe confessato di aver acquistato i suoi documenti da connazionali. Per mille euro. Ma le sorprese non sono finite. «Abbiamo fatto un accertamento all’Agenzia delle entrate, scoprendo che ci sono altre due case intestate alla mia cliente e di cui non sa niente: una a Brescia, l’altra ad Adria - conferma l’avvocato Vinci - Ora, abbiamo fatto una nuova denuncia alla guardia di finanza, contro questa persona. La sensazione è che abbiano approfittato dei dati della mia cliente, che non sa bene l’italiano e ha un nome simile all’altra donna, per intestarle alloggi non a Reggio e dove si svolge attività di meretricio. E sfuggire così ai controlli». Un inganno probabilmente avvenuto all’interno della stessa comunità cinese. Ma che rischia di costare caro alla donna che ne è rimasta vittima.
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