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Cir food svolta con Expo: «Da qui partirà la sfida a Autogrill»

Enrico Lorenzo Tidona
Cir food svolta con Expo: «Da qui partirà la sfida a Autogrill»

A Milano saranno presentati quattro nuovi format di ristoranti e punti snack. "Ridurremo gli appalti pubblici e ci lanceremo su autostrade e stazioni"

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MILANO  Poco utili ma un grande ritorno di marketing. Alla fine della giostra culinaria targata Expo le casse di Cir food non si riempiranno più di tanto. Anzi: secondo quanto affermato ieri a Milano, «l’operazione Expo non punta tanto ai guadagni quanto all’avviamento di nuovi format di ristorazione da lanciare in altri ambiti, come autostrade e stazioni». Si tratta perciò di una svolta alla quale la cooperativa punta per togliersi dal pantano delle gare pubbliche per mense di ospedali, scuole e strutture dell’amministrazione, ormai votate al massimo ribasso.

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Cir food tenterà di compiere un balzo industriale che potrebbe deciderne il destino. Il fatturato aggregato attuale è di poco inferiore ai 500 milioni di euro, gli utili si attestano sui 12 milioni circa, ma potrebbero scendere qualora lo Stato continui a tirare la cinghia. Ecco allora che parte la vera sfida, quella a colossi privati come Autogrill, società leader della ristorazione su concessioni, che avrebbe partecipato a sua volta alla gara per i servizi Expo, lasciando poi il passo a Cir food.

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«Noi sbarchiamo a Milano con quattro nuove proposte di ristoranti e bar con marchi definiti e che si aggiungono ai 100 esercizi che Cir gestisce già in tutta Italia» ha spiegato a viso aperto Giuliano Gallini, manager padovano di lungo corso e figura chiave all’interno della galassia di Cir food, colui che ha tessuto la trama dei rapporti con Expo, portando infine a casa il risultato utile.

«Se avranno successo tra i visitatori dell’Expo è nostra intenzione proporre i nuovi marchi anche ad un pubblico più vasto come servizi autostradali, stazioni e in tutti gli altri ambiti che in Italia credo abbiano bisogno di un’ulteriore modernizzazione».

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Per questo motivo «la presenza di Cir all’Expo è importante dal punto di vista commerciale, ma non si tratta solo di quello. L’obiettivo della nostra azienda è nutrire l’Italia, come già facciamo ogni giorno. Ma vogliamo approfondire i temi della grande distribuzione e metterci in vetrina nella più grande manifestazione dedicata al cibo e alla nutrizione». Una sfida ad Autogrill? «Beh diciamo di sì. Le concessioni sono un terreno sul quale vogliamo testarci per diversificarci rispetto anche agli appalti al massimo ribasso che ormai sono soffocanti». Ecco, perché, come ricordato dalla presidente di Cir food Chiara Nasi, «per noi era importantissimo esserci ad Expo. Organizzeremo anche dei workshop per approfondire la discussione sui temi del cibo, dove abbiamo competenza servendo già 76 milioni di pasti l’anno con 1.200 cuochi in tutta Italia».

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