Gazzetta di Reggio

Reggio

cinese morto di infarto

Dalla procura ok alla cremazione

La famiglia accusa: morto perché lo facevano lavorare troppo

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. La procura ha dato il nullaosta alla cremazione di Bi Xuegui, il 48enne cinese trovato in fin di vita in strada a settembre e poi morto per un infarto una volta arrivato al pronto soccorso. Così, la famiglia appositamente arrivata dalla Cina potrà programmare il suo rimpatrio.

Intanto, si attende l’evolversi dell’inchiesta aperta in procura dopo l’esposto presentato dalla figlia 21enne e dal fratello, affiancati dall’avvocato Vittorio Spagni: puntano il dito contro il datore di lavoro che lo faceva lavorare con turni massacranti, fino a 13 ore al giorno.

Un datore di lavoro in nero, che avrebbe fatto arrivare l’uomo da Milano dove viveva da tempo per una commessa urgente - attaccano bottoni alle camicie - in un laboratorio della zona tra Sesso e Pieve. Senza regolare contratto di lavoro e senza rispetto - ha raccontato una testimone che hanno sentito i legali della famiglia della vittima - di alcun orario poichè l’operaio era impiegato dalle 10 alle 2 di notte. La stessa persona aveva riferito di aver sentito l’uomo per telefono il giorno prima: si diceva affaticato per quel tour de force. Inoltre, l’avvocato Spagni punta il dito anche per i soccorsi: l’uomo venne trovato solo per terra, dopo una chiamata al 118 fatta non si sa da chi. E dopo un’iniezione, avrebbe raccontato la stessa testimone, praticata in quel laboratorio. E che potrebbe aver compromesso la sua salute. Risposte a cui ora la famiglia chiede risposte.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google