E’ la stazione di Reggio la piazza dell’eroina
Quattordici arresti solo negli ultimi due mesi e i clienti arrivano da tutta l’Emilia Il bilancio dell’attività della polizia: «Cambiano abitudini per sfuggire ai controlli»
REGGIO EMILIA. Quattordici arresti per spaccio di droga negli ultimi due mesi, da parte della polizia di Stato. Di cui 11 in zona stazione, diventata ufficialmente la piazza per lo smercio di eroina, capace di attirare “clienti” anche da fuori provincia.
Dagli uffici della questura, tracciano un primo bilancio di un’attività di contrasto, e prevenzione, che ha visto in campo molti uomini in divisa, ma anche in borghese. Determinati - è questo l’obiettivo dichiarato dal questore Isabella Fusiello – a combattere un degrado che attanaglia il triangolo del quartiere stazione da troppi anni, per poter essere ancora tollerato.
L’ultimo a finire in manette è stato, nella giornata di giovedì, il marocchino 32enne Aidi Kalifa. Ieri mattina, è comparso davanti al giudice Cristina Beretti che ha convalidato l’arresto liberandolo in attesa del processo con l’obbligo di firma.
Gli arresti che lo hanno preceduto, di spacciatori sorpresi proprio nell’atto di vendere le dosi di stupefacente, non sono molto diversi. Qui si smerciano piccole dosi, a clienti italiani che arrivano da tutta la provincia di Reggio e da quelle vicine. In treno o in auto. «Le modalità degli spacciatori cambiano, per cercare di evitare i nostri controlli sempre più stringenti quando scendono dal treno – conferma il capo della Squadra mobile, Guglielmo Battisti – E succede che quando hanno clienti si facciano accompagnare direttamente in macchina a prendere la droga».
Il bilancio degli ultimi arresti riguarda anche i quantitativi di stupefacente sequestrato: si tratta di 1 etto di eroina, 80 grammi di cocaina, 3 chili di marijuana e circa 30 grammi di anfetamine.
«Per quanto riguarda la zona della stazione e lo spaccio di eroina, il mercato è soprattutto in mano ai tunisini e ora anche a qualche marocchino – prosegue il capo della Mobile – Un’azione di contrasto non è facile oltre all’arresto in flagranza, poiché essendo per la maggior parte clandestini senza fissa dimora non si trova dove tengono la droga, per le successive perquisizioni. E ci teniamo a ringraziare i cittadini che ci mettono a disposizione i luoghi per i nostri appostamenti».
I controlli non si fermeranno qui.
«Vogliamo affermare – sottolinea il vice questore Cesare Capocasa – un rapporto visibile e produttivo tra la polizia e i bisogni e le aspirazioni dei cittadini. Le loro segnalazioni sono molto importanti per le nostre attività. Continueremo in questa direzione, in collaborazione con i comitati che sono nati in questo quartiere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
