I 5 stelle contro il Comune: "Sponsorizza Iren"
Il capogruppo Vaccari sul protocollo d’intesa che affida (senza bandi) alla multiutility le diagnosi energetiche sugli edifici. "Una pericolosa ragnatela che inquina l'economia"
REGGIO EMILIA «Siamo di fronte a una pericolosa ragnatela che sta legando e inquinando l’economia reggiana». Inizia così il pesante attacco che Norberto Vaccari, capogruppo del Movimento 5 Stelle reggiano, scaglia contro l’amministrazione comunale e Iren. Ad accendere la miccia è stata la gestione del protocollo d’intesa per il progetto “Re-build”, che definisce i termini per l’efficientamento energetico degli edifici. Era il 18 novembre quando la giunta comunale ha approvato la proposta di affidare i cosiddetti audit energetici (ovvero le valutazioni sistematiche, documentate e periodiche che possono portare a un risparmio energetico) a un soggetto che avrebbe potuto anche usufruire delle banche dati comunali relative al consumo d’energia sul territorio.
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«Peccato che - spiega Vaccari - il giorno dopo il dirigente comunale Massimo Magnani avesse già firmato, con determina dirigenziale e quindi avvio immediato, un protocollo con Iren Rinnovabili. La cosa ci ha stupito molto perché un’iniziativa di questo tipo avrebbe dovuto essere pubblicizzata e divulgata, per permettere a più società di presentare la propria candidatura al progetto. Perché istituire questo protocollo immediatamente con Iren Rinnovabili? Noi avremmo voluto che le informazioni fossero diffuse tra tutti i possibili interessati e che l’assegnazione fosse avvenuta sulla base della miglior offerta, e non che il protocollo venisse firmato a occhi chiusi. In poche parole - prosegue il capogruppo 5 Stelle - si consegnano gli edifici a una sola ditta che, oltre a fornire energia, farà gli audit energetici, proporrà interventi per ridurre i consumi e proporrà anche le ditte che dovranno fare gli interventi».
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Controllore e controllato, insomma, coincideranno. Ma il j’accuse di Vaccari non si ferma qui: «A tutto questo si aggiunge quanto deliberato nell’ultimo consiglio comunale riguardo la riqualificazione urbanistica delle Reggiane e la conseguente Stu (società di trasformazione urbanistica) che dovrebbe dare attuazione al quel piano. Questa società, infatti, ha come principale azionista privato proprio Iren Rinnovabili. Non solo. Iren Rinnovabili dovrebbe acquistare i terreni e gli edifici da Fantuzzi, ex proprietario delle Reggiane, su una stima fatta anni fa, per 5 milioni e 500mila euro. Alla luce di tutto ciò è impossibile non notare una fitta ragnatela, anche perché Iren Rinnovabili è composta al 34% dal Ccpl che a sua volta è partecipato al 34% da Studio Alfa che si occuperà degli audit energetici per conto di Iren Rinnovabili. Ccpl è inoltre proprietario di Gesta, gestore dell’energia elettrica e del calore del Comune di Reggio. Iren Rinnovabili e Ccpl sono dunque i veri proprietari della nostra città - taglia corto il capogruppo 5 Stelle - e decideranno tutto a prescindere da qualsiasi trasparenza. E se si guarda al futuro, con queste due aziende che gestiranno l’efficientamento energetico degli edifici, non si può far altro che pensare che questo cartello inquinerà il libero mercato, distruggendolo di fatto».
Il tutto perché, secondo Vaccari, non sono mai state fatte le scelte giuste. «Nel 2009, attraverso Matteo Olivieri, il Movimento 5 Stelle aveva proposto di puntare sui condomini virtuosi, stilando un elenco di buone norme e indicazioni che avrebbero potuto portare a una riduzione del consumo di energia elettrica e gas. La proposta era stata approvata in consiglio, ma poi non è mai stata applicata. Perché?». «Alla base del rapporto tra comune e Iren - aggiunge poi Vaccari - c’è da sempre una grande confusione: in alcune situazioni, in virtù del 51% di azioni posseduta dal comune, si parla di Iren come di un’azienda pubblica; altre volte viene invece etichettata come azienda privata in libero mercato. In realtà il Comune, che è proprietario di una quota azionaria notevole, dovrebbe fare da controllore. Si può credere – conclude Vaccari - che una proposta di riduzione del consumo di gas venga dalla stessa azienda che lo vende, il gas?».
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