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Frigorbox passa di mano per salvare 69 dipendenti

Frigorbox passa di mano per salvare 69 dipendenti

Scandiano: affittato il ramo d’azienda per tentare di rilanciare la produzione Una quindicina di lavoratori sceglie il licenziamento per avere gli ammortizzatori

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SCANDIANO. Prova a ripartire la Frigorbox, con 69 dipendenti ancora coinvolti. Dopo mesi di crisi, di timore di un crollo definitivo, la storica azienda scandianese di prodotti per la refrigerazione tenta un rilancio, e soprattutto la ripresa dell’attività produttiva. Venerdì in Provincia sindacati e rappresentanti della proprietà (da sempre in mano alla famiglia Fantini) hanno firmato un accordo, che prevede la cassa integrazione straordinaria per un anno per 69 lavoratori della Frigorbox International srl.

Quest’ultima è la società che ha affittato il ramo d’azienda dalla società originaria, la Frigorbox srl, ora in gravi difficoltà economiche. La Frigorbox Internationals ha assorbito l’attività e le maestranze dalla Frigorbox “di partenza”, così da poter tenere staccato il marchio dal resto del percorso. Alla Frigorbox vi erano in totale 84 assunti, 15 di loro hanno deciso di firmare il licenziamento per essere inseriti nelle liste di mobilità entro la fine del 2014. Il motivo, l’entrata in vigore dal 1 gennaio 2015 delle modifiche sugli ammortizzatori sociali previsti dalla legge Fornero. Con l’anno nuovo i mesi garantiti dalla mobilità saranno ridotti rispetto al periodo in vigore sino ad oggi, e per non perdere mensilità di copertura diverse persone hanno dovuto accelerare i tempi. La scelta del licenziamento è stata presa principalmente da persone sopra ai 50 anni, che con i “tagli Fornero” avrebbero dovuto lasciare sul piatto un intero anno di mobilità, da tre a due, rischiando di rimandare anche l’arrivo alla pensione. Per i 69 superstiti e per la Frigorbox si apre invece di nuovo una speranza di ripresa. La nuova Frigorbox International srl – che mantiene sede legale e stabilimento a Scandiano, nel complesso di via Prandi a Bosco – punta a una ripartenza produttiva graduale e consolidata, sostenuta dalla cassa integrazione straordinaria per le forze lavoro. La cassa integrazione infatti garantirà dodici mesi “di bonus” prima di dover per forza arrivare ai licenziamenti e alla mobilità, e questo periodo verrà utilizzato per allacciare contatti commerciali e rimettere in funzione le linee. Così da poter poi reintegrare progressivamente il maggior numero di lavoratori in sospeso, almeno nello scenario migliore.

Sono diversi anni che la Frigorbox si trova in difficoltà, dovute principalmente alla crisi che ha provocato un pesante calo del fatturato e la conseguente assenza di liquidità per saldare stipendi, utenze e fornitori. I posti di lavoro sono progressivamente diminuiti.

Nel 2012, una prima pesante fase di sofferenza – con mobilitazioni sindacali e arretrati da ottenere – era stata superata con grande fatica, sino al peggioramento nella primavera 2014. Ora, una nuova fiammella da tenere accesa.

Adriano Arati

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