Gazzetta di Reggio

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I pusher sono meccanici e odontotecnici

di Elisa Pederzoli
I pusher sono meccanici e odontotecnici

Vezzano: otto misure cautelari per l’operazione “Odessa” dei carabinieri. A finire nei guai insospettabili spacciatori

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VEZZANO SUL CROSTOLO. Otto misure cautelari, di cui tre in carcere, centinaia di cessioni di cocaina, hascisc e marijuana documentate nell’arco di sei anni. E’ il risultato dell’operazione dei carabinieri di Vezzano insieme alla compagnia di Castelnovo Monti denominata “Odissea” e coordinata dal pubblico ministero Giacomo Forte: a essere stroncato è stato lo spaccio al minuto nella zona collinare e a finire nei guai sono stati anche nomi insospettabili del paese.

Il blitz è scattato ieri mattina all’alba. A finire in manette sono stati i fratelli di origine tunisina Khaled e Ziad Sellami di 20 e 25 anni e Luca Capello 48enne vezzanese domiciliato a Milano per lavoro.

Tutto era partito nell’ottobre del 2013, con l’arresto di Allah Nasr, sorpreso dai carabinieri nella flagranza di cedere una dose di stupefacente: in seguito, tra l’altro, è evaso facendo perdere le sue tracce. Ma è sulla sua cerchia di clienti che si sono concentrate le attenzioni degli investigatori.

E’ attraverso una classica attività di indagine – fatta di pedinamenti, incrocio dei tabulati telefonici e testimonianze – che i carabinieri sono riusciti a ricostruire una rete di relazioni e a identificare due livelli di spaccio, soprattutto cocaina.

Secondo i carabinieri i “pezzi grossi” dello spaccio vezzanese erano i fratelli Sellami. E’ da loro che si rifornivano i “broker”, scendendo fino a Rivalta. Nell’ordinanza che ha portato al loro arresto, vengono definiti “veri e propri professionisti dello spaccio” e come “ben inseriti ne mondo criminale dello spaccio”. Ma anche Luca Capello è ritenuto un “grossista”. Nonostante un lavoro come falegname a Milano, ogni fine settimana – tranne stranamente proprio quest’ultimo, tanto che i carabinieri lo hanno arrestato proprio là grazie alla collaborazione dei militari milanesi – era d’abitudine vederlo ritornare a Vezzano. Allo scopo, secondo gli investigatori, di rifornire di droga i giovani della collina reggiana con la sostanza comprata sul mercato meneghino.

Ma lo spaccato più inquietate che è stato capace di svelare l’operazione dei carabinieri riguarda una rete di piccoli spacciatori – in qualche caso a loro volta consumatori – nascosti dietro professioni all’apparenza insospettabili. A indicarli sono stati decine e decine di giovani consumatori del paese, le cui dichiarazioni sono state confermate dai contatti telefonici e dai pedinamenti.

Si tratta di un 43enne allestitore di stand, a cui vengono contestate 143 cessioni in 4 anni, un meccanico 48enne (70 cessioni in circa sei mesi), un odontotecnico 30enne di Quattro Castella (145 in sei anni). Per i primi due è scattato il divieto di dimora in provincia di Reggio, per il terzo lo stesso divieto ma limitato solo al territorio di Vezzano.

Nei guai anche un ex elettricista (oggi impiegato nel negozio di frutta e verdura della famiglia) 48enne e un meccanico 43enne, a cui vengono contestate meno di 30 cessioni ciascuno: per loro il gip Antonella Pini Bentivoglio ha disposto invece solo l’obbligo di firma quotidiano.

«Lo spaccio avveniva nei bar e nelle sale giochi di Vezzano: locali dove è da ritenersi che i gestori non fossero a conoscenza di quanto avvenisse tra i clienti – spiega il capitano Dario Campanella della compagnia di Castelnovo Monti – Le dosi di cocaina che all’ingrosso potevano costare 20/30 euro quando acquistate dai fratelli Sellami, venivano poi rivendute a prezzi molto più alti dai broker ai clienti della piazza di Vezzano, arrivando in qualche caso anche fino a 100 euro al grammo».

Si parla complessivamente di almeno 2.700 cessioni, per un valore che si aggira sui 150mila euro e tocca decine e decine di clienti, tutti maggiorenni. Con molti in paese che probabilmente sapevano.

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