Interpump-Walvoil, si muovono i sindacati
Fabbriche in fermento in vista del matrimonio. Pronta la richiesta di un incontro per capire le ricadute
REGGIO EMILIA. Per sapere dove va il mondo dell’industria europea che tira bisogna guardare a Reggio Emilia. Qui è stato ufficializzato infatti due giorni fa il matrimonio industriale tra il gruppo Interpump di Fulvio Montipò e la Walvoil, che segna un capitolo importante per la old economy italiana, quella che si sporca le mani e produce manufatti, messa spesso in ombra dal rifulgere dell’economia digitale.
L’operazione si dovrebbe concludere a metà gennaio. Da lì partirà la riorganizzazione per centrare l’obiettivo già dichiarato da Montipò: raggiungere 1 miliardo di fatturato entro il 2017. La strada che manca da percorrere non è moltissima, visto che le due aziende dell’oleodinamica reggiana fatturerebbero già 800 milioni di euro a livello aggregato. Di lavoro da compiere, però, ce n’è in abbondanza.
Sulla carta si tratta di un’operazione sana, finanziata in proprio e per metà con soldi contanti, lanciata verso uno sviluppo concreto del business. Resta da capire, però, quali saranno le ricadute sul piano dell’occupazione per quanto concerne sinergie, contratti aziendali e le eventuali armonizzazioni tra le tante fabbriche presenti nella nostra provincia appartenenti ai due gruppi industriali che hanno le sedi principali a Sant’Ilario e a Reggio Emilia. «Chiederemo subito un incontro con le aziende - avverte Jacopo Scialla della Uilm-Uil - Al momento è praticamente impossibile sapere quale sarà la prospettiva del futuro gruppo nato dall’acquisizione da parte di Interpump e quali saranno le ricadute. Dovremo comunque aspettare la fine delle vacanze natalizie per poter comunicare con la dirigenza».
La Walvoil è chiusa da venerdì: in serata il patron Ivano Corghi ha incontrato i lavoratori durante la cena aziendale di Natale, offrendo le prime rassicurazioni. La soddisfazione è tanta anche se la notizia trapelata negli ultimi mesi ha messo in fibrillazione le fabbrica, quelle della Wailvoil in primis, che passeranno di fatto sotto un nuovo padrone.
Per ora l’unica cosa certa è che Corghi e gli altri proprietari di Walvoil diventeranno azionisti di Interpump. Il prezzo di vendita di Walvoil sarà di circa 100 milioni di euro: il 45% sarà pagato con azioniInterpump Group spa, il restante 55% in denaro. Un’opzione prevede un extra compenso fra 2 e 15 milioni di euro. Resta da capire quale sarà il ruolo dei manager Walvoil nel nuovo gruppo. (e.l.t.)
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