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Investito sulle strisce, muore dopo 14 giorni

Cavriago: non ce l’ha fatta il camionista in pensione Pierino Maramotti travolto da un’auto a Reggio

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CAVRIAGO. E’ morto dopo due settimane di agonia, senza mai riprendere conoscenza, il camionista in pensione Pierino Maramotti. Il 72enne, che viveva in una casa di via Girondola 34 – dove al piano di sopra abitano il fratello e la cognata – si è spento nella tarda serata di venerdì nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, dove era ricoverato dalla sera del 5 dicembre scorso.

Vi era arrivato poco dopo le 21, in condizioni disperate, dopo essere stato investito da un’auto in via della Canalina, a Reggio, proprio nei pressi del comando provinciale dei vigili del fuoco.

Maramotti – secondo quanto ricostruito dalla polizia stradale di Reggio – stava attraversando la strada a piedi, sulle strisce pedonali, quando venne travolto da una Fiat Punto guidata da una donna di 73 anni, che stava viaggiando in direzione di Rivalta e non si è accorta della presenza del pensionato sulle strisce pedonali.

L’impatto fu violentissimo e Maramotti, con la testa, dopo essere stato caricato sul cofano dell’auto andò a sbattere contro il parabrezza della Punto, mandandolo in frantumi.

Subito trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Reggio, venne ricoverato nel reparto di Rianimazione, dove le cure a cui è stato sottoposto nelle ultime due settimane non sono bastate per salvargli la vita.

Quella sera Maramotti era partito da Cavriago per andare da un fisioterapista che lavora in zona e, dopo un massaggio alla spalla – un piccolo acciacco fisico dovuto all’età e ai lunghi anni passati alla guida del camion – ne aveva approfittato per fare una passeggiata. Camminare era la sua grande passione ed era molto prudente: a chi si dilettava con lui in questo hobby professava sempre la massima prudenza, invitando a rispettare il codice della strada e ad attraversare sempre sulle strisce pedonali. E proprio lì, sulle strisce, è stato investito quella maledetta sera. Ora lo piangono il fratello Giuseppe e la cognata Teresa, che da una vita dividievano con lui la casa di famiglia, all’angolo fra via Girondola e via del Pozzo.

Pierino, che non era sposato e non aveva figli, era un uomo molto generoso ed era lui ad occuparsi della casa e del giardino: «Ci aiutava a fare tutto – dice commossa la cognata – siamo disperati».

Con la morte del 72enne si aggrava anche la posizione giudiziaria della donna che era alla guida dell’auto, che ora dovrà rispondere del reato di omicidio colposo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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