Presepe alla Ghiara, i frati dicono “no”
Il Comune vuole collocare in basilica i diorami di Beltrami, sfrattati da don Ranza. I Servi di Maria: «Non c’è proprio posto»
REGGIO EMILIA. Il Comune gli cerca una casa, con l’intenzione di esporlo nei locali della Ghiara, ma l’ordine dei Servi di Maria dice “no”, minacciando di lasciare la basilica. Non c’è pace per il presepe di Giancarlo Beltrami, già “sfrattato” nel 2012 da don Franco Ranza – che non lo volle nella sua chiesa di San Nicolò – e poi finito a pezzi in un capannone di Borzano di Albinea. Un’opera donata dall’artista alla città, i cui diorami accompagnarono in mondovisione la messa solenne della vigilia celebrata il 25 dicembre 2002 da Papa Giovanni Paolo II. E che, ora, il Comune vorrebbe in qualche modo restituire alla collettività, come stabilito anche nell’ottobre scorso da un ordine del giorno del consiglio comunale.
«Il nostro obiettivo è fare in modo che per il 2015 il presepe di Beltrami, che rappresenta un vero patrimonio della città, possa essere di nuovo riconsegnato alla collettività come un punto fondamentale della tradizione natalizia reggiana – spiega il vicesindaco, Matteo Sassi – Non c’è collocazione migliore della basilica della Ghiara, dedicata alla Madonna». Un progetto che nei mesi scorsi è finito anche in commissione, dove sarebbe arrivato un primo “no” da parte dell’ordine dei Servi. E, durante la stessa commissione, alla quale ha partecipato anche il vicesindaco, l’opposizione dei frati sarebbe arrivata ad un punto tale da spingerli a minacciare addirittura di lasciare i locali della basilica.
L’intenzione del Comune è quella di trovare gli spazi per l’allestimento all’interno della Fabbriceria. Proprio con la Fabbriceria, infatti, è in vigore una convenzione con il Comune, che detiene la proprietà dei locali, forniti solo in sub-concessione all’Ordine dei Servi di Maria.
Per questo motivo, il vicesindaco Sassi ha già messo in agenda un sopralluogo, a gennaio, «per verificare lo stato di conservazione e di sicurezza dei locali di proprietà del Comune e, assieme alla Fabbriceria, trovare al presepe una collocazione ideale e accessibile». Sempre da gennaio, un altro obiettivo è quello di trovare anche risorse per finanziare il riallestimento dell’opera, in parte andata distrutta.
Ma come mai i frati dell’ordine non vogliono proprio saperne di questo presepe? «Il presepe dovrebbe occupare dei locali già occupati – spiega padre Cesare Antonelli, priore della Basilica della Ghiara, che nega tuttavia di aver minacciato di lasciare la basilica durante la seduta della commissione in Comune – Sono locali che il Comune ci ha concesso anni fa, al cui interno c’è una nostra biblioteca. Dove metteremo la nostra roba? Il motivo principale è questo. È una situazione da risolvere, anche se è chiaro che non si risolverà in poco tempo. Ma non è vero che abbiamo intenzione di lasciare la basilica».
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