Un video di 8 minuti per dire «grazie» ai volontari del Po
Provincia e prefettura premiano la protezione civile per l’impegno profuso durante l’emergenza della piena
GUASTALLA. «Quella messa in campo durante la piena del Po di novembre è la formula vincente per affrontare qualsiasi tipo di emergenza, perché si basa su raccordo, coesione, coordinamento, intesa». È così che Adriana Cogode, viceprefetto vicario di Reggio, ha parlato dell’impegno e dello spirito di abnegazione dimostrato da associazioni di volontariato, protezione civile, Provincia, forze dell’ordine, vigili del fuoco, 118, sindaci e dipendenti dei Comuni interessati dalla piena, durante quelle giornate in cui l’acqua del Po aveva invaso la terra degli uomini.
«Il modello applicato è stato tanto efficace quanto spontaneo – ha proseguito il viceprefetto vicario, durante l’incontro avvenuto ieri in prefettura – Tutti i soggetti erano responsabili di una propria funzione e avevano poteri decisionali nel proprio ambito, ma ciascuno ha ritenuto, con estrema naturalezza, di dover mettere insieme le proprie valutazioni e di confrontarsi su tutto».
Le decisioni, anche quelle meno importanti, non sono state prese in sterile autonomia, insomma, ma in totale e armoniosa condivisione. «Fondamentale, poi, è stato l’intervento dell’esercito dei volontari – ha aggiunto Adriana Cogode – che silenziosamente, generosamente e con immenso spirito di sacrificio si è messo a nostra disposizione e ha lavorato per giorni e notte intere, senza sosta. I volontari hanno controllato i fontanazzi, hanno trasferito i sacchi di sabbia da un punto all’altro, sono stati per giorni con i piedi nel fango. Il tutto senza mai una richiesta, una pretesa, e senza neanche un minimo cenno di stanchezza. Per dimostrare loro tutta la nostra gratitudine, abbiamo voluto consegnare al coordinamento provinciale della Protezione Civile un attestato, che li ripaghi simbolicamente del servizio svolto».
Ma il viceprefetto non è stata l’unica a ringraziare i volontari. Con un video di otto minuti la Provincia ha voluto ripercorrere i momenti cruciali della piena e fissare i volti di chi ha lavorato per difendere la propria terra dall’acqua del grande fiume. Così, tra le immagini delle zone allagate e la prima pagina della Gazzetta di Reggio del 21 novembre (che riportava le foto degli eroi del Po), sono stati gli stivali, le mani e le giubbe fosforescenti dei volontari a dominare la scena.
«Dando l’attestato al vicepresidente del Coordinamento provinciale della Protezione civile, Luca Sinisgalli, – ha affermato il presidente della provincia Gianmaria Manghi, subito dopo il lungo e fragoroso applauso che ha accompagnato la fine del video – vogliamo celebrare un momento di autenticità per nulla scontato. Mi ricordo quando, nel 2000, l’allora direttore della Gazzetta di Reggio, Umberto Bonafini, aveva scritto di essersi vergognato vedendo i giovani che si impegnavano per arginare la piena del Po. Si era vergognato perché, da ragazzo, aveva assistito senza fare nulla alla piena del ’50, contemplando senza intervenire quello che la natura stava facendo. E questo fa capire quanto sia raro poter contare sulle forze opzionali, sul volontariato. Le istituzioni hanno compiti e funzioni ben precise – ha proseguito – ma c’è sempre bisogno di soggetti terzi della società che collaborino e mettano a disposizione della collettività il proprio tempo. Durante l’emergenza di novembre questa forza c’è stata e ha dato prova di avere abnegazione, senso di appartenenza e disponibilità a servire il territorio e le persone».
Martina Riccò
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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