Botteghe, ecco la faccia inedita del centro storico
Ecco il primo video della serie prodotta da Adsimple: «Raccontiamo storie affascinanti per riscoprire la città»
REGGIO EMILIA Chiara Ferretti non sta mai ferma con le mani. Mani giovani e già sapienti, in grado di esprimere l’abilità di un artigiano di lungo corso, con le quali ruba alla polvere e all’incuria libri antichi, globi terrestri che arredavano residenze storiche e corpi per studi anatomici che le vengono affidati da appassionati giunti da tutta Europa in via Tavolata, in pieno centro storico, dove Chiara ha la sua bottega.
Parte da qui la storia per immagini raccolta in “Botteghe”, serie di mini documentari (il primo pubblicato qui sotto) prodotti e realizzati dai video makers Antonio Vecchi (32 anni) e Gianluigi Rivasi (33 anni), titolari di Adsimple, studio che si affaccia in via Don Zeffirino Iodi, aperto grazie a un bando del Comune che mirava al ripopolamento delle vetrine vuote in centro città.
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L’iniziativa pubblica ha dato i suoi frutti e grazie all’aiuto di Caterina Tonon - giovane editor trasferitasi anni fa dal Friuli a Reggio - è nato un circolo virtuoso tra bottegai del centro che ha portato alla realizzazione dei primi due video inseriti nel format che girerà sul web. Si tratta di una serie autoprodotta dai tre ragazzi e che prevede la realizzazione di video della durata di cinque minuti circa, attraverso i quali offrono uno spaccato sul centro città e delle sue storie più originali. Vite parallele di artigiani accomunati dalla voglia di tramandare pratiche ed esperienze maturate attraverso la manualità. Un sottobosco pulsante che sta in parte svanendo con l’avanzare del tempo e la concorrenza delle grande insegne.
Il primo video di “Botteghe” racconta proprio la storia di Chiara ed è disponibile da oggi in anteprima sul sito della Gazzetta di Reggio. «È il racconto in immagini di un mondo che rischia di scomparire» scrivono i tre autori, «video che celebrano la manualità come forma di resistenza culturale in una realtà di oggetti prodotti in serie. Una Reggio Emilia inedita si disvela attraverso le storie di artigiani di ogni età che, grazie a saperi antichi e nuove idee, hanno saputo fare del proprio mestiere un’arte».
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I primi due video giungono alla ribalta dopo mesi di intenso lavoro, in un momento particolare della vita della città animata da una discussione a distanza avviata proprio dai piccoli negozianti dell’esagono con l’amministrazione comunale. Pochi giorni fa sono partiti con la campagna “Io non chiudo”, dietro la quale è stata stretta un’alleanza tra alcune storiche insegne che hanno lanciato una provocatoria operazione di marketing territoriale per stimolare i reggiani ad acquistare i regali nelle botteghe del centro. “Botteghe”, quindi, ricopre un ruolo inaspettatamente rilevante: non solo per la cura realizzativa e gli episodi portati alla luce. Il risultato esprime un alto valore aggiunto per Reggio e fa certamente riflettere sull’opportunità di sostenere queste realtà caratterizzando l’offerta commerciale di una città carica di storie alle volte dimenticate.
«È bello vivere il centro come un piccolo paese - dice Chiara Ferretti nel video che la ritrae mentre lavora nella sua bottega - A me piace il centro di Reggio perché è tutto proporzionato, con la via Emilia che lo attraversa. Mi piace vivere all'antica e poi mi sento fortunata perché ho la possibilità di avere vicino casa e bottega». Il suo lavoro più originale, racconta, è stato il restauro di un libro di favole costruito da un soldato per i suoi bambini che erano a casa mentre lui era prigioniero. «L’inventiva mi ha affascinato tantissimo, era coperta con dei pezzi di giacche militari».
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Il secondo video racconta la storia di Licinio Marastoni - verrà pubblicato nelle prossime settimane - telaista apprezzato dai ciclisti di mezzo mondo che giungono in città per rendergli omaggio nella sua bottega.
«L’idea è quella di raccontare la nostra città - rivelano i tre autori - Viviamo in centro e ci piace. Siamo partiti con Chiara perché l’abbiamo conosciuta qui in giro, passava sempre con il suo cane. Dopo qualche chiacchiera ci ha raccontato il suo lavoro che è assolutamente unico. Vengono da lei clienti persino dalla Olanda. Chiara poi conosceva Marastoni e abbiamo bussato da lui scoprendo un altro mondo fantastico e per buona parte sconosciuto».
«Reggio nasconde molte sorprese - sottolinea Caterina Tonon - La sua non è una bellezza smaccata. Ma gli spunti non mancano: per questo abbiamo pensato di realizzare questo progetto. Pubblicheremo i video su internet perché vogliamo che vengano visti da più gente possibile». Anche le musiche sono a chilometri zero, realizzate dalla band reggiana Amp Rive.
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