Gli auguri obbligatori
Con la nomina della Giunta il percorso di definizione degli organi di governo della nostra Regione sarà quasi completo, la macchina pronta a partire, il Presidente, la sua squadra, l’assemblea nella pienezza dei loro poteri. In queste settimane si è parlato molto di nomi, di territorialità, di correnti, poco di programmi e di competenze. Noi, normali cittadini, non possiamo che formulare i migliori auguri alle persone designate a governare la nostra Regione, consapevoli che, mai come in questa occasione, ne hanno davvero tanto bisogno. Loro e soprattutto noi, troppo spesso trattati da sudditi, sottovalutati nella nostra capacità di comprendere, ritenuti troppo spesso votati a sopportare di tutto, a digerire qualsiasi delusione, qualsiasi presa in giro. Non è possibile fare auguri sinceri e speranzosi al nuovo Presidente e alla nuova Giunta senza ricordare il percorso burrascoso e senza precedenti, forse addirittura senza appello, che ha dato origine al nuovo governo regionale, lo sconcerto dell’opinione pubblica derivante da inchieste infamanti, la fine anticipata della legislatura, divisioni e polemiche fratricide.
Il malcostume che, almeno in apparenza, ha coinvolto tutti gruppi politici senza distinzione alcuna, un malcostume spesso becero, di cui ha colpito più la mancanza di dignità di un rimborso richiesto, dello scontrino presentato o della clientela presunta, che la sostanza appurata, insomma molto di più Totò e Peppino che geni del male, più ladri di polli (anche se costosi) che politici di spessore beccati con le mani nel sacco. L'astensione record oltre ogni previsione stavolta è tutta qui, tutto qui è l'unanime sentimento comune, non vi crediamo più, non abbiamo più stima, non abbiamo più fiducia, mai come stavolta la scelta di non andare a votare è stata una scelta vera, "una scelta autenticamente politica e partecipata": "voi eletti farete come sempre come vi pare, ciò che vorrete, ma non lo farete con il mio consenso, stavolta non riesco nemmeno a scegliere il meno peggio!"
Con queste pesantissime premesse, al nuovo presidente e alla nuova giunta, è richiesto uno sforzo semplice e immane, uno sforzo in grado di riavvicinare le persone ai loro rappresentanti, di riconquistare fiducia alla politica, di ridare dignità alla democrazia, l'impresa è difficile ma non impossibile, in fondo, nella nostra regione, è possibile vedere il bicchiere mezzo pieno, il sistema Sanitario Regionale è tutto sommato un sistema sano, un sistema importante che funziona, la rete del volontariato sociale è solida e ramificata, il contesto delle autonomie locali è variegato ma mediamente presente, le persone per bene disposte ad impegnarsi non mancano, le radici culturali e le tradizioni della nostra gente sono ancora solide e sane. Tasse, burocrazia sorda e oppressiva, disoccupazione, immigrazione, microcriminalità e diritti civili i banchi di prova su cui impegnarsi, non servono grandi studi o approfonditi sondaggi, gli Emiliano-Romagnoli sono per natura ottimisti e altro non aspettano che gli sia offerta l'occasione per tornare a sperare, per tornare ad avere fiducia, anche se, probabilmente, non sarà mai più una fiducia in bianco e a senso unico.
L'inizio non è stato dei migliori, una campagna elettorale fiacca, poca fantasia e poca innovazione nei programmi, solite liti da cortile incomprensibili ai più, ora gli elettori hanno parlato forte e chiaro, hanno premiato comunque il partito che da sempre governa la regione anche se in massa hanno disertato le urne, a quel partito gli elettori hanno affidato ancora una volta la le loro speranze.
Gli elettori hanno urlato forte e chiaro ma, per ora, lo scossone elettorale non sembra aver sortito i risultati sperati, anche nella formazione della nuova giunta, dall'esterno, si sono avvertiti i soliti riti di un passato recente e un po' fastidioso, riti (o furbate) caratterizzati da indiscrezioni, smentite e messaggi criptati, messaggi trasversali destinati ad essere compresi quasi elusivamente all'interno dei palazzi, scarsa attenzione alle competenze dei candidati assessori, molta attenzione al manuale cencelli tra correnti e territori, insomma, per ora, tutto come prima. Il senso di appartenenza ai partiti è bassissimo, gli ideali cui ispirarsi per sognare un mondo migliore sembrano preistoria, i nomi dei componenti la giunta regionale sono poco noti alla gente comune e non sono sufficienti, da soli, a scaldare gli animi, ad evocare forti speranze di buon governo negli impegni concreti, a parte la promessa di riduzione dei tempi di attesa in sanità (non è poca cosa), si vede poco di innovativo, qualcosa che susciti vero interesse nell'opinione pubblica.
Ma anche io sono un ottimista e voglio sperare nel colpo di reni, voglio sperare che la nuova squadra, una volta al lavoro, sia in grado di elaborare un programma concreto e innovativo, adotti un costume sobrio e trasparente, sia in grado di semplificare e ascoltare, anche a costo di rottamare un po' di burocrazia e di apparati, i messaggi, se sono autentici, sono percepiti in fretta dalla gente e i cittadini non chiedono altro che di tornare a credere e a sognare, anche per questo: auguri, auguri, tanti auguri con tutto il cuore!
Luigi Setti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google