«La gente non ha più soldi da spendere»
I commercianti preoccupati: i clienti sono sempre quelli ma quest’anno regalano “pensierini” da 20-30 euro
REGGIO EMILIA. Occhi al cielo, lunghi sospiri, braccia che si aprono lentamente per poi ricadere lungo i fianchi. È così che i negozianti di Reggio accolgono le domande sulle vendite realizzate in queste settimane prenatalizie. «La situazione è quella che è - dice laconicamente Giampaolo Manzini del negozio “Manzini Sport” di via Guidelli -. C’è chi compra regali che non superano i 20-30 euro e chi arriva a spendere 80-100 euro. E poi ci sono quelli, pochi, che acquistano qualcosa per sé».
Qualche metro più in là, anche per Mirca Buffani del negozio “Charme” la crisi si è fatta sentire. «Per i tempi in cui ci troviamo va bene così - afferma - ma è chiaro che potrebbe andare meglio. Non c’è paragone con il Natale 2013. Quest’anno i clienti si sono orientati sulle cose meno costose: collanine, calze, guanti… pensierini». Se è vero che lo spirito natalizio non si misura con i soldi spesi per i regali, è pur vero che chi ha attività commerciali non può accontentarsi dei “pensierini”. «Per cercare di intercettare più clienti abbiamo tenuto aperto tutte le domeniche del mese - spiega Mirca Buffani - ma non è servito a molto. Solo nelle ultime due il centro si è riempito: forse perché il Natale era sempre più vicino, forse perché la tredicesima quest’anno è arrivata in ritardo».
«Sabato scorso abbiamo avviato una piccola vendita promozionale per attirare e agevolare i clienti - svela Catia Panciroli, titolare di Kappa di Pelle - e infatti nel weekend le vendite sono aumentate. È andata meglio degli altri giorni, insomma. Ma rispetto allo scorso Natale la situazione è molto peggiorata: non tanto perché sono calati i clienti, ma perché le persone che entrano in negozio spendono meno. Dei nostri quattro punti vendita, infatti, quello che vende di più è il negozio sotto la galleria commerciale dell’Ariosto, dove si trovano i capi meno cari e più scontati».
«Va male come l’anno scorso, non c’è stato alcun miglioramento - taglia corto Gianni Bagnacani di “Grattanuvole ceramiche d’arte” di via Franzoni - noi abbiamo tenuto aperto tutte le domeniche e abbiamo oggetti per tutte le tasche, ma non è che serva a molto. La gente non ha più quattrini e chi li ha non si fida a spenderli perché l’andazzo non è dei più incoraggianti».
«Non abbiamo avuto peggioramenti o miglioramenti drastici rispetto al 2013 - dice Enrica Corghi del negozio “Enrica” di via Calderini - ma quest’anno è davvero dura. Tutti i giorni non sai mai se lavorerai oppure no. Ogni mattina mi chiedo: ci saranno molti clienti? Pochi? È stressante. Meno male che il Natale è arrivato».
«L’incasso di quest’anno è circa come quello dell’anno scorso, ma se tutto il resto aumenta alla fine ci perdo - fa notare Corrado Davoli del negozio “D2” sempre in via Calderini -. La crisi c’è, è innegabile, ma forse si potrebbe fare qualcosa per migliorare la situazione. Si potrebbe aprire la via Emilia al traffico di sera, per esempio. E poi si potrebbe facilitare l’accesso al centro modificando il sistema dei parcheggi. Si potrebbe far pagare fino alle 17.30, per esempio, e poi lasciare la sosta libera. Così sì che si potrebbe godere e vivere il centro».
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