«Non c’è l’ordinanza, ma stop ai botti lo vogliamo dire noi»
Cavriago: lo scorso anno il Comune ne aveva vietato l’uso quest’anno la campagna contro i petardi la fanno i cittadini
CAVRIAGO. Chi festeggia a Capodanno festeggia tutto l’anno, si dice. Ma seguendo il ragionamento opposto è anche vero che chi non sta bene a Capodanno non sta bene per tutto l’anno. Ed è proprio per questo che, a Cavriago, alcuni cittadini si stanno organizzando per permettere a tutti – uomini e animali – di trascorrere le feste serenamente e tranquillamente.
Sì, perché al centro della mobilitazione partita in questi giorni ci sono proprio i rumorosissimi “botti”.
E se l’anno scorso anche l’amministrazione comunale era parsa sensibile al tema, al punto da avere emesso un’ordinanza che vietava l’utilizzo di petardi e prevedeva sanzioni fino a 500 euro, quest’anno la “guerra delle miccette” è preceduta da un silenzio di tomba.
«Perché quest’anno il Comune non ha fatto l’ordinanza per i botti nel periodo di feste? – chiedono Antonella Grisendi, Denis Bernabei e Caterina Chiossi, gli organizzatori della campagna anti-botto – Sappiamo che si tratta di un’azione simbolica, di un deterrente, perché comunque le forze dell’ordine non possono controllare in modo efficace e capillare tutto il territorio, ma l’ordinanza sarebbe un gesto ultimo per andare a chiudere un processo di sensibilizzazione, di progetti con i cittadini, con i commercianti che ha come obiettivo la diminuzione del commercio di fuochi illegali, e anche del commercio di botti e petardi raudi che fanno solo rumore».
È infatti il boato sprigionato da petardi e miccette a disturbare maggiormente anziani e animali, domestici e non.
«L’effetto sonoro detonante, fischiante, crepitante dei botti è fastidioso non solo per gli umani, ma anche per gli animali, che possono addirittura morire di crepacuore, di stress. Insomma, se si presenta senza nessun tipo di percorso di sensibilizzazione alle spalle, l’ordinanza non serve a nulla – proseguono i tre cittadini – Serve invece se il Comune si schiera su certe posizioni, se risulta sensibile a certe tematiche e se mostra interesse a portare avanti queste iniziative durante tutto il corso dell’anno. Si stima che almeno 5mila animali muoiano ogni anno in Italia per lo stress causato da petardi e botti, ma la stima è al ribasso perché, se è facile contare gli animali domestici che teniamo in casa, è invece più difficoltoso contare gli animali selvatici che stanno nei boschi e nei campi attorno ai nostri paesi».
Non sono solo gli animali, tuttavia, a preoccupare gli organizzatori della campagna anti-botti.
«I petardi inesplosi possono essere raccolti ingenuamente da bambini – spiegano – e possono esplodere vicino ad automobili, opere pubbliche, case. Nell’abuso e nella leggerezza dell’uso si può persino andare incontro a incidenti molto gravi. Lo scorso anno, solo nel giorno di Capodanno, in Italia ci sono stati 361 feriti e due morti. Senza contare, poi, la spesa che il Comune deve affrontare per ripulire il territorio dai rifiuti e dai residui di petardi rimasti per terra, oltre che per ricomprare e riparare panchine, cestini, cassonetti e arredo urbano in genere. Quest’anno quindi – concludono i promotori della campagna – diciamo tutti un sonoro “no” ai botti».
Martina Riccò
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