Gazzetta di Reggio

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Sassi: «Non accettiamo veti dai frati»

di Evaristo Sparvieri
Sassi: «Non accettiamo veti dai frati»

Braccio di ferro con i Servi di Maria per allestire l’opera in Basilica: «La Ghiara è del Comune, la Manodori aiuti il restauro»

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REGGIO EMILIA. «La Ghiara è di proprietà dell’amministrazione, a cui spetta anche l’ultima parola, di concerto con la Fabbriceria, contraente della concessione. Non accettiamo veti da nessuno». I frati dell’Ordine dei Servi di Maria hanno detto “no”, ma il vicesindaco, Matteo Sassi, intende tirare dritto, convinto che il presepe di Giancarlo Beltrami – già sfrattato nel 2012 dalla chiesa di San Nicolò per volere di don Ranza – troverebbe una giusta collocazione proprio nei locali della Basilica della Ghiara, di proprietà comunale.

Un braccio di ferro iniziato qualche mese fa, quando il consiglio votò un odg per restituire alla collettività i famosi diorami realizzati dall’artista reggiano, donati alla città ma finiti a pezzi in magazzino a Borzano di Albinea. Dalla sala del Tricolore, l’indicazione della Ghiara come spazio ideale per l’allestimento. Una soluzione approdata anche in una commissione consiliare, dove però era arrivato il primo “no” dei frati, che ieri sulla Gazzetta hanno ribadito di non avere spazio, dal momento che il riallestimento del presepe comporterebbe il trasloco di una biblioteca.

Una motivazione che non sembra molto convincere l’amministrazione, intenzionata ad andare avanti, ponendosi per la prima volta l’obiettivo con tempi certi e rivolgendo un appello alla fondazione Manodori per trovare le risorse necessarie al restauro dell’opera: un presepe che nel 2002 venne “trasmesso” in mondovisione durante la messa della vigilia celebrata da Papa Giovanni Paolo II.

«I frati non hanno rapporti diretti con l’amministrazione, che invece si rapporta con la Fabbriceria – afferma Sassi, che ha annunciato un sopralluogo alla Ghiara a gennaio – siamo a conoscenza del fatto che la Fabbriceria ha un rapporto con i frati, ai quali sono stati concessi in modo più o meno formale gli spazi. Quindi affronteremo la questione con la Fabbriceria: nessuno chiude la porta al confronto con l’ordine dei Servi di Maria, ma se c’è un interesse generale della città verso quest’opera è evidente che bisogna rendere accessibile a tutti questo patrimonio culturale. Per l’esigenza dei frati di trovare uno spazio per la biblioteca siamo disponibili al confronto. Ma credo giusto che l’amministrazione si faccia carico prima di tutto dell’interesse generale della collettività». Quanto alla Manodori, «faccio un appello per salvare il presepe: non commettiamo gli errori del passato. Si faccia un investimento su una proprietà pubblica, scrivendo nero su bianco che la Ghiara sarà la collocazione definitiva del presepe».

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