Gazzetta di Reggio

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Frodi al credito, si compra con nomi falsi

Sono 70 i casi in sei mesi a Reggio, il furto di identità è il sistema più utilizzato per commettere truffe acquistando sul web

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REGGIO EMILIA. È allarme furti d’identità e frodi creditizie, a Reggio. Stando ai dati raccolti dall’osservatorio Crif, infatti, la nostra città è al terzo posto in regione (subito dopo Bologna, che ha registrato 98 casi, e Modena, che ne ha registrati 86) e al 21esimo su scala nazionale. Ma al di là delle 70 frodi creditizie compiute sul nostro territorio nel primo semestre dell’anno in corso, a preoccupare è soprattutto l’incremento registrato rispetto alla fine del 2013.

L’analisi della distribuzione delle frodi per sesso delle vittime evidenzia che in 6 casi su 10 (il 60.3% del totale) a essere frodato è un uomo. Nel primo semestre 2014, però, si è registrato un ulteriore incremento delle donne vittime di frode, con un +3.6% rispetto allo stesso periodo del 2013. Osservando invece la distribuzione delle frodi per classe di età, quella in cui si rileva il maggior numero di vittime è quella compresa tra i 31 e i 40 anni (25.6% dei casi), in lieve aumento rispetto al primo semestre 2013. A questa segue la fascia d’età degli under 30 (24.8% del totale), che probabilmente paga a caro prezzo la tendenza a pubblicare i propri dati personali sul web. È però la classe degli over 60 ad aver fatto registrare il maggior incremento rispetto al pari periodo 2013 con un +27.6. «In Italia il furto d’identità è un fenomeno ancora poco conosciuto dai consumatori, che spesso sottovalutano l’importanza di proteggere i propri dati personali dai malintenzionati - spiega Beatrice Rubini, direttore della linea MisterCredit del Crif -. Essere consapevoli della propria esposizione sul web, ad esempio, potrebbe rappresentare il primo passo per evitare di scoprire troppo tardi di essere vittima di furto di identità, con i relativi danni che ciò può creare alla gestione delle proprie finanze e alla possibilità di accedere al credito».

Dai dati del Crif emerge poi che il 53.7% dei beni acquistati attraverso un finanziamento fraudolento è costituita da elettrodomestici o oggetti di elettronica, informatica e telefonia. Mantengono una quota significativa anche il comparto auto-moto (6%) e quello dell’arredamento (5.4%). Analizzando l’entità dei crediti ottenuti attraverso le frodi, infine, anche nel corso del primo semestre 2014 emerge la predominanza dei piccoli importi (i cosiddetti small ticket): in linea con il periodo precedente, infatti, circa il 43% dei casi riguarda frodi di importo inferiore ai 1.500 euro. Questa tendenza è giustificata dal fatto che i finanziamenti di piccolo importo sono quelli che si caratterizzano per tempi di erogazione più rapidi e controlli meno sofisticati.

Martina Riccò

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