Le coop sociali stringono alleanze
Tre reti d’impresa nate dalla collaborazione tra 11 diverse realtà
REGGIO EMILIA. Le coop sociali reggiane premono sull'acceleratore della competitività e della qualità dei servizi attraverso le reti d'impresa. Sono ben 11, infatti, le imprese aderenti a Confcooperative che nel giro di pochi giorni hanno dato vita a tre distinte reti d'impresa nell'ambito della ristorazione sociale, degli acquisti collettivi per case protette e di percorsi riabilitativi integrati a favore di persone portatrici di dipendenze.
«Grazie all'adozione di questo modello - sottolinea Luigi Codeluppi, presidente del settore solidarietà sociale di Confcooperative - si realizza una integrazione non solo di obiettivi, ma soprattutto di funzioni che consente di affrontare progetti complessi anche laddove le singole strutture hanno dimensioni medio-piccole».
«Le nuove reti d'impresa - prosegue Codeluppi - vanno peraltro ad affiancarsi a percorsi di integrazione fra strutture e a partnership ed investimenti di grande rilievo, tra i quali spiccano, ad esempio, quelli che hanno dato vita alla ristrutturazione dell'ex Polveriera di Reggio e al poliambulatorio 3C Salute, con il Consorzio Oscar Romero a fare da capofila in entrambi i casi».
«Il progetto riguardante la ristorazione sociale - sottolinea il responsabile delle coop sociali di Confcooperative, Roberto Magnani - si chiama "La dispensa di Matilde" e vede in campo quattro cooperative sociali impegnate nell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate: L'Ovile (che gestisce il Rifugio della Pietra e il Carpe Diem del Passo di Pradarena, oltre ad essere impegnato nella produzione agricola), Sottovoce (che gestisce il ristorante "Parco Fola" e la pizzeria di Gazzata), La Perla (laboratorio gastronomico e pasticceria) e la Comunità Marta Maria (produzione di confetture e miele). L'obiettivo, in questo caso, è quello di adottare una comune strategia di marketing che possa rafforzare proprio la vocazione all'inserimento lavorativo».
"Fedisa Servizi" è invece il nome di una seconda rete d'impresa nata da quattro realtà che fanno parte della Federazione Diocesana Servizi Anziani (nata 14 anni fa in seno a Confcooperative) e sono impegnate nella gestione di case protette e servizi per gli anziani, tutte accreditate con il servizio pubblico. Si tratta della cooperativa sociale Il Pilastro (San Polo), della Cooperativa sociale Cattolica di Gavassa,della Fondazione onlus Villa Maria (Casina) e della Fondazione casa della carità San Giuseppe (Montecchio). «Attraverso la comune gestione degli acquisti di beni e servizi necessari all'interno delle strutture - spiega Magnani - si punta ad una comune e alta qualità e ad risparmio che evidentemente va a beneficio degli ospiti e delle loro famiglie».
La terza rete d'impresa, infine, è stata costituita dalle cooperative sociali La Quercia , la Collina e La Vigna. «Si tratta di realtà - sottolinea il responsabile delle coop sociali di Confcooperative - impegnate come comunità terapeutiche e pedagogico-riabilitative residenziali e nell'ambito dell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate: attraverso il modello della rete d'impresa si realizzerà uno stretto coordinamento delle modalità di intervento e delle attività di monitoraggio di "percorsi riabilitativi integrati" (dalla cura alla riabilitazione, al lavoro) che innalzeranno ulteriormente la qualità dei servizi di accoglienza e accompagnamento messi in atto soprattutto a favore di portatori di dipendenze».
«Tutte e tre le reti d'impresa, che hanno ricevuto anche un contributo della Camera di Commercio - conclude Luigi Codeluppi - evidenziano l'impegno di una cooperazione sociale che in questi anni ha accresciuto non solo la qualità dei servizi alla persona e alle comunità locali, ma anche un'autonoma capacità di investimento».
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