Legacoop alla ricerca di un sostituto di Simona Caselli
Dopo la chiamata della presidente in giunta a Bologna, la scelta è complessa e la rosa dei candidati molto limitata
REGGIO EMILIA Trovare un sostituto di Simona Caselli a capo di Legacoop sarà un passaggio necessario ma per nulla facile. La presidente dell’associazione reggiana è stata chiamata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che l’ha nominata assessore con delega all’agricoltura, alla caccia e alla pesca. Non proprio il suo terreno di gioco, anche se l’ormai ex presidente della Lega reggiana messa a capo da poco più di un mese di Legacoop Emilia Ovest - nata dall’aggregazione con Parma e Piacenza - vanta un curriculum trasversale. Lei, però, è donna determinata, più vicina ai numeri che alla politica tout court. L’impegno in regione non sarà quindi facile ma non supererà comunque il gravoso compito che Caselli lascerà nelle mani del suo successore, che si dovrà confrontare con decine di coop in crisi, impegnate in profonde ristrutturazioni e vertenze sindacali ancora lungi dall’essere risolte.
LA CONCORRENZA. Il raggruppamento delle tre Leghe ha portato alla cancellazione dell’associazione reggiana, allargando il perimetro dei rappresentanti di vertice e creando la più grossa realtà nel panorama nazionale, con Reggio che fa chiaramente la parte del leone visto il peso dei fatturati aggregati e dei dipendenti espressi dal nostro territorio. La successione non riguarderà quindi solo Reggio Emilia. Anzi: a farsi sotto sarà certamente Parma, che insieme a Piacenza esprime due vice presidenti della Lega a tre teste. Si tratta Maurizio Molinelli e Andrea Volta, rispettivamente a capo di Legacoop Piacenza e di Legacoop Parma. Un eventuale passaggio di consegne tra Caselli e Volta fa già storcere la bocca ai cooperatori reggiani, che contano il maggior numero di delegati nell’assemblea chiamata ad eleggere un successore.
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IL LISTINO REGGIANO. La rosa dei papabili da Reggio è piuttosto scarna. I candidati devono essere a loro volta presidenti di una cooperativa, possibilmente non impegnati in piani di rilancio (come Mauro Casoli e Fabrizio Davoli di Unieco e Coopsette), senza trascurare però un elevato standing. Servirà infatti un nome di alto profilo e largamente condiviso. Come detto, però, la vastità dei fronti e il vortice di impegni non fa gola a nessuno. Tra i nomi in auge c’è certamente Paolo Cattabiani, ex numero uno della Lega regionale, giunto a Reggio per sostituire in Coop Nordest Marco Pedroni, dopo la sua nomina alla presidenza nazionale della Coop. Dotato certamente di esperienza è Ivan Lusetti, ex capo di Cir food, andato però in pensione l’anno scorso dopo aver passato il testimone a Chiara Nasi. Tra le “nuove” leve c’è Luca Bosi, impegnato nel lancio di Sicrea (nata dall’accorpamento dei rami della ex Cmr e di Orion), presidente di Boorea al posto di Ildo Cigarini. Anche in passato, quando si è trattato di trovare la quadra, era stato tirato in ballo Lino Versace, scelto ora per risollevare le sorti del Ccpl, coop industriale che comporta uno sforzo a tempo pieno.
SERVE UN VOLONTARIO. Le coop dell’agroalimentare, come Cantine Riunite Civ - colosso del vino con oltre 225 milioni di ricavi - sono in ascesa, così come il nome del suo presidente, Corrado Casoli. Il momento della verità ci sarà quando verrà convocata nuovamente l’assemblea della super Lega, che potrebbe cadere a inizio febbraio.
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