Gazzetta di Reggio

Reggio

quattro castella

Salgono a quota 104 le famiglie seguite dai servizi sociali

QUATTRO CASTELLA. Quando il gioco si fa duro, occorre giocare di squadra. Lo sa bene il Comune di Quattro Castella che, da alcuni anni a questa parte, collabora con Albinea, Vezzano, gli operatori...

3 MINUTI DI LETTURA





QUATTRO CASTELLA. Quando il gioco si fa duro, occorre giocare di squadra. Lo sa bene il Comune di Quattro Castella che, da alcuni anni a questa parte, collabora con Albinea, Vezzano, gli operatori castellesi dell’Area Minori, il Centro per le Famiglie, l’Asp Osea, le associazioni del territorio, i centri doposcuola, i servizi educativi e l’istituto comprensivo per garantire la tutela dei minori, soprattutto nelle situazioni più delicate contrassegnate da nuclei familiari in difficoltà. Per dare un’idea del fenomeno, basti dire che nel 2014 sono state 12 le nuove famiglie prese in carico dai servizi sociali del Comune di Quattro Castella. I nuclei familiari assistiti, così, sono arrivati a 104. Di questi, 35 sono casi di separazione gravemente conflittuale, 40 presentano carenze educative o sospetti abusi, 6 vedono la presenza di minori che hanno commesso reati. A fronte di questi dati, occorre rispondere con un’azione a 360 gradi. Si va dall’intervento dell’assistente sociale all’inserimento dei bambini, anche a tempo parziale, in una famiglia affidataria, e si continua con interventi educativi, incontri protetti, assistenza psicologica, fino ad arrivare al provvedimento più estremo: l’ingresso del minore in comunità residenziale. «Purtroppo la crisi economica ha fatto aumentare in modo esponenziale i casi di grave conflittualità all’interno delle famiglie, con le conseguenti ripercussioni sulla gestione dei figli – spiega il sindaco Andrea Tagliavini –. In questi casi l’inserimento dei minori in strutture residenziali rappresenta una sconfitta per tutti: famiglia, servizi sociali e naturalmente bambini e bambine. Il tutto con costi sociali ed economici notevoli a carico della comunità. Grazie al grande lavoro dai nostri operatori, però, nel 2014 abbiamo evitato l’ingresso in comunità residenziale di tre ragazzi minorenni, e ciò ha anche comportato un risparmio di circa 50mila euro che, a sua volta, ha consentito di ridurre la spesa complessiva del 2014 a 60mila euro. Questo risultato è possibile solo perché noi crediamo nella tutela dei nostri ragazzi e ragazze, e investiamo in interventi e progetti che nel medio periodo consentono anche risparmi economici: è la frontiera di un nuovo welfare che, attraverso i servizi offerti dal Comune, mantiene la responsabilità in capo ai genitori affiancandoli e sostenendoli, e riservando l’inserimento in comunità solo nei casi più gravi, in cui ci sono episodi di violenza o difficoltà nel farsi carico della cura dei propri figli».

C’è poi il delicato capitolo delle adozioni e degli affidi. «Sono 18 i casi di coppie castellesi che, quest’anno, hanno intrapreso un percorso adottivo, mentre sono 5 i casi di istruttorie aperte per l’affido – afferma Tagliavini –. E questo dimostra che stanno di nuovo aumentando le richieste di coppie interessate all’adozione, mentre sono poche le famiglie che si sono avvicinate all’affido, in un territorio che storicamente è sempre stato molto sensibile al tema dell’accoglienza. Abbiamo in programma anche in questo campo nuove attività di sensibilizzazione da proporre nei prossimi mesi, sempre in collaborazione con le associazioni già impegnate sul tema. Abbiamo anche in mente un progetto – dice il sindaco – che vedrà famiglie disponibili affiancarsi ad altre che stanno attraversando momenti di difficoltà». (m.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google