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«Perché i soldi al vicepresidente?»

«Perché i soldi al vicepresidente?»

San Polo: Pagliani chiede lumi sul trasferimento della Matilde spa a Canossa

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SAN POLO. «Perché la Matilde spa si era trasferita a Canossa?». Proseguono le polemiche sulle società che hanno gestito Montefalcone, il secolare monastero francescano tra San Polo e Quattro Castella, con nuovi attacchi di Giuseppe Pagliani all’ex presidente Fausto Giovanelli. Venerdì scorso è entrata ufficialmente in liquidazione la Matilde di Canossa srl, la società con competenza sulla promozione e valorizzazione del territorio di Montefalcone. L’assemblea dei soci – in gran parte enti pubblici locali – il 19 dicembre ha deliberato lo scioglimento e la messa in liquidazione. Strada ancora più ripida (fallimento) per la Montefalcone srl, la seconda società nata nel 2013 dalla scissione della realtà originaria, la Matilde spa. Se alla Matilde srl spettava la promozione, la Montefalcone srl si occupava del vasto patrimonio immobiliare del convento, con 5 mila metri quadrati di costruzioni e spazi di servizio e 90 mila metri quadri di area circostante. La Montefalcone srl ha presentato istanza di fallimento in tribunale il 18 dicembre. In questo contesto, Giuseppe Pagliani, capogruppo del centrodestra in Provincia, torna alla metà dello scorso decennio, quando la Matilde spa era ancora attiva. Pagliani si concentra sugli «imponenti, e ad oggi inutili, lavori di risistemazione e messa in sicurezza dell’ex convento, svolti senza una gara d’appalto». E su alcuni investimenti, come quello dell’acquisto della porcilaia multipiano di Canossa: «Su quali basi, ed in seguito a quali interessamenti di gruppi, catene alberghiere o privati, Giovanelli individuò, tra le soluzioni immobiliari future dell’ex porcilaia di Canossa, quella di trasformarla in una struttura di tipo ricettivo-alberghiero?» E richiamando una nota della società del giugno 2008, ricorda la decisione di spostare la sede della Matilde spa da Montefalcone al borgo di Canossa, nel centro turistico “Andare a Canossa” di Mario Bernabei, ex vicepresidente della stessa Matilde spa e coordinatore della gestione del circuito dei castelli matildici. L’accordo prevedeva un compenso di 30 mila euro annui, dalla Matilde spa a “Andare a Canossa”. Pagliani ora domanda chiarimenti alla Provincia. Lo fa tramite un’interrogazione in cui chiede «se l’edificio nel quale si trasferì la Matilde spa era in proprietà o in uso del suo ex vicepresidente Mario Bernabei, e quanti denari della società sono stati spesi negli anni per la locazione al centro turistico». Inoltre, vuole delucidazioni sulle possibili altre opzioni, per sapere «se si erano valutate soluzioni di trasferimento della sede alternative ed a costo zero per la società; quanto aveva speso la società per la sede precedente e quali altri preventivi per sedi alternative aveva richiesto il presidente dell’epoca Giovannelli». (adr.ar.)

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