Quattro studenti rapinati in due mesi
E’ allarme intorno ai poli scolastici per una banda che prende di mira i giovanissimi. L’appello della polizia: «Denunciate»
REGGIO EMILIA. Quattro episodi di rapine in appena due mesi. E’ quello che è successo intorno alle scuole superiori cittadine, dove a essere presi di mira sono gli studenti che viaggiano in bus per arrivare in classe e che scendono alle fermata.
La dinamica è simile: la banda si avvicina a uno studente, gli chiede con una scusa l'iPhone – per fare una telefonata, per vederlo... – poi però non glielo restituisce più, rapinandoglielo. E se la vittima prescelta prova a fare qualche resistenza, si becca anche un pugno in faccia. E' quello che è successo venerdì a un 25enne: un giovane che la banda ha scambiato per un coetaneo. Le altre vittime, invece, hanno solo 16 e 18 anni.
La polizia di Stato, con gli uomini della Squadra mobile, grazie alle quattro denunce ricevute hanno individuato quattro responsabili: si tratta di due ragazzi di 16 e 17 anni, mentre gli altri due sono maggiorenni. I più giovani sono studenti delle scuole superiori di Reggio. Gli altri non lavorano.
Sono stati denunciati per rapina. Ma dal capo della Squadra mobile, Guglielmo Battisti, arriva un appello: «Sicuramente ci sono stati altri casi che forse qualcuno non ha avuto il coraggio di denunciare. Chi li ha subiti denunci. Venga in questura e cerchi della sezione anti-rapine, gli verrà mostrato un album con delle foto. Per noi è importante che vengano identificati anche gli altri componenti della banda in azione».
A uno dei denunciati vengono contestati tre episodi, a due solo due e a uno soltanto uno. La convinzione è che non ci sia un piano prestabilito, ma che si improvvisi. Se vedono un ragazzion tirare fuori dalla tasca il suo telefono e questo corrisponde a un apparecchio di interesse, gli si avvicinano e lo assaltano.
Da circa dieci giorni non sono arrivate altre segnalazioni in questura, ma la convinzione della polizia di Stato è che non si siano affatto fermati. Per questo, i controlli proseguono.
Anche per il prossimo anno, infatti, sono previste pattuglie della polizia nelle principali fermate del bus - polo Makallè ed ex caserma Zucchi – per sorvegliare i delicati momenti della salita e della discesa. Così come proseguiranno le lezioni anti-bullismo nelle scuole, per alzare l’attenzione su un tema purtroppo in rapida diffusione che rischia di andare ben oltre il bullismo.
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