Gazzetta di Reggio

Reggio

Violentata per quattro anni dal patrigno

di Elisa Pederzoli
Violentata per quattro anni dal patrigno

La giovane che oggi ha 14 anni ha raccontato tutto a un’amica, ora l’uomo è stato arrestato su ordine del giudice

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REGGIO EMILIA. E’ iniziato tutto con una confidenza fatta a un’amica. Per rivelarle le attenzioni morbose del patrigno nei suoi confronti. A quel punto, il segreto custodito per anni è venuto fuori arrivando all’attenzione dei servizi sociali, della polizia, della procura. E venerdì per l’uomo, di origine meridionale ma da tempo residente nel Reggiano, sono scattate le manette su ordine del giudice per le indagini preliminari, Angela Baraldi.

«Quella che è venuta fuori è una storia orribile» spiega il capo della Squadra mobile Guglielmo Battisti che ha coordinato le indagini. Molti particolari ovviamente non vengono rivelati, per la tutela stessa della vittima a questo punto trasferita in una casa famiglia, lontana dall’ambiente familiare in cui tutto si sarebbe consumato. Quello che gli investigatori hanno ricostruito, sono anni di violenze di natura sessuale. Iniziati quando la ragazzina era ancora solo una bambina e consumatesi dietro le mura domestiche per quattro anni.

Il lavoro di chi indaga è tutt’altro che finito. Resta da capire infatti anche il ruolo della madre. La polizia spiega che i rapporti tra madre e figlia non sono facili. E che la donna viveva una sorta di gelosia nei confronti della figlia, proprio dovuta al rapporto troppo stretto che si era instaurato tra il suo compagno e la giovanissima. E cosa la madre sapesse di quello che secondo le indagini avveniva tra la figlia e il patrigno è tutt’ora al vaglio delle forze dell’ordine.

Quanto emerso è stato tuttavia ritenuto sufficiente per intervenire e fare allontanare la giovane dalla casa di famiglia. E per il sostituto procuratore Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta, per chiedere al giudice delle indagini preliminarei una misura restrittiva nei confronti dell’uomo. Per tanto, venerdì per il patrigno sono scattate le manette.

Lunedì mattina l’uomo – che è difeso dall’avvocatessa modenese Lorena Ricchi, sostituita da Marco Fornaciari – è comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Ha scelto di parlare, ha respinto ogni accusa spiegando certi gesti affettuosi nei confronti della ragazza come dovuti al rapporto familiare e non ad altro. Una versione, però, che non è bastata al gip che ha deciso, nonostante l’istanza presentata dal difensore, di trattenere l’uomo in carcere. Tutto, in attesa che le indagini proseguano e chiariscano cosa avveniva in quella casa e cosa la ragazza, che oggi ha 14 anni, ha subito da quando era ancora una bambina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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