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Piano contro il freddo, posti insufficienti

di Enrico Lorenzo Tidona
Piano contro il freddo, posti insufficienti

Mattioli (Partecipazione onlus): «Purtroppo l’offerta copre meno della metà delle richieste delle persone senza un riparo»

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REGGIO EMILIA. Comune, Caritas e volontari ce la stanno mettendo tutta per non lasciare nessuno fuori dalla porta. Ma i 170 posti letto previsti nel piano di accoglienza contro il freddo non coprono l’entità delle richieste da parte dei senza tetto, che sarebbero addirittura il doppio rispetto all’attuale capacità. Per questo, è la sottolineatura offerta da Davide Mattioli dell’associazione Partecipazione, servono maggiori interventi proprio in vista dell’arrivo del grande gelo atteso in queste ore.

«Anche quest'anno il Comune dichiara pubblicamente che ci saranno 170 posti letto disponibili - dice Mattioli - ma omette quante sono le persone che necessitano di questo servizio. Secondo un censimento della coop La Collina, già nel 2011 si parlava 500 persone costrette a dormire in strada. Va da sé che con la crisi in atto sono sempre più gli individui in difficoltà. A nostro parere, quindi, i 170 posti sono molti meno della metà delle persone che richiedono assistenza. Bisogna quindi affrontare il problema in maniera più decisa».

Buona parte dei posti letto, poi, sono stati messi a disposizione da parte della Caritas tramite il sistema congiunto di 16 parrocchie reggiane: 133 letti distribuiti in 27 collocazioni diverse.

«Ovviamente è palese che la maggior parte dell’accoglienza è ora a carico della Chiesa - sottolinea Mattioli - e la minoranza a carico del sistema pubblico. La nostra, però, più che una critica è una proposta affinché l’amministrazione faccia fronte alla situazione senza lasciare il peso sulle sole spalle di volontari e Caritas. Non si può assolutamente andare avanti così anche perché non si tratta di offrire solo accoglienza notturna. Serve un investimento maggiore di risorse con provvedimenti e misure d’urgenza per bloccare ad esempio gli sfratti o le pendenze tributarie con Equitalia. Dall’ottobre del 2013 la nostra associazione ha incontrato 360 persone in strada, ogni domenica abbiamo due ragazze che vanno in stazione per offrire assistenza e bevande calde e beni di prima necessità. Ma solo un’esigua minoranza di loro vive in strada da lungo tempo».

Per questo motivo, infatti, Partecipazione chiede anche attraverso il suo sito l’aumento delle iniziative per il reinserimento e l’aiuto concreto di chi vive all’addiaccio. «Il fatto è - spiega Mattioli - che con il 31 marzo finisce l’accoglienza notturna e buona parte del servizio. Sono pochissimi quelli che si reintegrano. Bisogna allungare l’accoglienza e potenziare i servizi socio-riabilitativi, che sono ancora pochi. Se mancano le strutture, il Comune le cerchi nel patrimonio pubblico o le chieda ai privati. Non vogliamo offrire alcuna ricetta ma cerchiamo di creare nel nostro piccolo i presupposti per far si che ci sia una presa coscienza anche tra i cittadini per abbattere la barriera del pregiudizio».

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