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Prima la violenta poi evade per molestarla

Prima la violenta poi evade per molestarla

Poviglio: dopo l’arresto per quei brutali abusi, il 24enne da tre settimane si trovava ai domiciliari. Ora torna in cella

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POVIGLIO. Era agli arresti domiciliari da tre settimane, dopo nove mesi di detenzione per una brutale violenza sessuale alla fidanzata, nella sera in cui lei lo aveva incontrato per lasciarlo.

Ma la notte di Natale ha voluto rivedere la sua ex, presentandosi sotto la sua casa e spaventandola di nuovo. È tornato in carcere con l’accusa di evasione un 24enne di Poviglio che il 19 marzo scorso era stato arrestato una prima volta per quelle violenze. Il 3 dicembre scorso era stato rilasciato, e da allora si trovava agli arresti domiciliari – senza possibilità di uscire – nell’abitazione dei propri genitori.

Giovedì a mezzanotte, appena concluso il Natale, ha raggiunto l’appartamento dell’ex fidanzata, rimanendo sotto l'ingresso. La ragazza, vedendolo, si è spaventata e si è chiusa dentro mentre l’attuale compagno, che si trovava con lei per trascorrere insieme la serata festiva, ha chiamato i carabinieri.

All’arrivo della pattuglia, il 24enne agli arresti domiciliari è scappato facendo momentaneamente perdere le proprie tracce. I carabinieri lo hanno trovato un’ora dopo, di nuovo dai suoi genitori, a Poviglio, dove era rientrato. La testimonianza dell’ex però era un elemento sufficiente per contestare la violazione del provvedimento restrittivo, e procedere all’arresto per evasione.

Adesso le indagini proseguono, perché vi è un altro evento poco chiaro avvenuto nei giorni precedenti: alla vigilia di Natale l’ex fidanzata ha trovato una lettera anonima e piuttosto minacciosa nella cassetta postale, e i carabinieri vogliono capire se vi possa essere un collegamento con il 24enne.

Si conclude per ora una vicenda cupa, iniziata brutalmente il 19 marzo scorso. Quel giorno la ragazza era andata a casa del 24enne per chiarirgli definitivamente la volontà di troncare la relazione. Il giovane aveva risposto picchiandola, tirandole i capelli, rompendole piccoli mobili addosso prima di abusare più volte di lei. Tre ore tremende, terminate solo perché la giovane era riuscita a scappare in strada, chiedendo aiuto a un passante. Lei era finita all’ospedale, lui era stato arrestato, fermato al ristorante dove era andato tranquillamente. (adr.ar.)

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