Gazzetta di Reggio

Reggio

il processo

Santa Maria, assolta la collega non inviò minacce per posta

Santa Maria, assolta la collega non inviò minacce per posta

REGGIO EMILIA. E’ stata assolta “per non aver commesso il fatto” la 56enne Anna Maria Fichera, impiegata amministrativa dell’ospedale Santa Maria Nuova accusata da una collega 48enne (costituitasi...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. E’ stata assolta “per non aver commesso il fatto” la 56enne Anna Maria Fichera, impiegata amministrativa dell’ospedale Santa Maria Nuova accusata da una collega 48enne (costituitasi parte civile nel processo) di averle inviato due lettere minacciose, di cui una addirittura grondante sangue perché contenente un pezzo di carne.

Durante il processo – davanti al giudice Silvia Semprini – sono emersi non pochi dubbi sulla vicenda e lo stesso pm Roberto Belforti ha chiesto l’assoluzione per l’imputata. I carabinieri hanno smentito d’aver aperto per la prima volta la busta insanguinata, perché era già in mano a chi l’aveva ricevuta. Sulla busta c’era scritto il cognome della destinataria, ritagliato da un post-it e incollato: la Fichera ha riconosciuto, in aula, la sua grafia, spiegando che, quando la collega era assente, lasciava sulla sua scrivania buste, con il suo cognome scritto a mano sul post-it, perché potesse poi passare a prendere la documentazione. Anche nel corso di questo processo la 48enne ha detto di essersi sentita bersagliata sul lavoro, arrivando anche a scegliere la via della causa civile per mobbing contro il Santa Maria Nuova (che ha però perso, con sentenza definitiva).

Nell’arringa l’avvocato difensore Roberto Sutich, nel chiedere l’assoluzione, ha citato quanto scritto dal giudice Giovanni Ghini in un precedente provvedimento d’archiviazione: “E’ un ambiente di lavoro del tutto normale, anche se non percepito come tale dalla collega”. (t.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google