Calvados e mozzarelle abbuffate sotto l’albero
Carletti: «I doni gastronomici sono i miei preferiti e non solo da ricevere» Il dono più brutto? «Meglio non offendere nessuno... in questo periodo»
REGGIO EMILIA. Gli anni d’oro per i regali a pioggia sono finiti, ma anche in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo il Natale resta un momento di festa nel quale è piacevole scambiarsi qualche gradito pensiero.
Ora che il 25 dicembre è ormai alle spalle proviamo a fare la conta dei doni. Non importano valore e dimensioni; quel che importa è che si tratti di testimonianze di affetto in massima parte orientate a dotare chi ci sta a cuore di una sia pur piccola ma elegante comodità. Il fatto curioso è che al di là dell’uso e del valore del dono ricevuto si tende tutti a ricordare la cosa più bella e gradita, “dimenticando” automaticamente (per non offendere nessuno) chi non ha centrato il bersaglio del nostro interesse. Ma cosa hanno ricevuto i reggiani? Siamo andati a chiederlo ad alcuni fra i personaggi il cui nome è maggiormente ricorrente nelle cronache cittadine. Le risposte sono state diverse, anche se accomunate dagli affetti della famiglia. Beppe Carletti, leader dei Nomadi, spiega che, con tre nipotini in casa, i regali li hanno “aggrediti” già alla Vigilia, prima del cenone: «Amo molto i regali gastronomici – va subito al sodo – non solo per riceverli ma anche per donarli. Stavolta si è trattato di mozzarelle». Restando sempre in ambito musicale, la cantante Daniela Galli dice d’aver ricevuto un Calvados riserva da applausi, ma è soprattutto soddisfatta per come è andata l’asta benefica natalizia che ha organizzato, su Facebook, con un gruppetto di altre mamme: «Abbiamo messo in vendita nostri oggetti, giocattoli ed abbigliamento per l’infanzia – dice – versando poi il ricavato ad una onlus che tutela i minori». «Ho gradito il pensiero di tutti coloro mi hanno voluto fare degli auguri – la breve premessa invece di Giuseppe Alai presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano - ma il regalo che mi ha dato maggior felicità è stato il calore dell’affetto con cui mi hanno circondato i figli». Si collega alla propria discendenza anche l’annotazione di Mauro Severi presidente di Unindustria Reggio. «La prima cosa che mi viene in mente è la sciarpa che mi ha donato mia figlia Cristina. Per il resto ho colto con piacere la serenità del Natale vissuta, malgrado le difficoltà del momento, da tanti reggiani». Profondamente radicato alla famiglia anche il commento del prorettore dell’ateneo Riccardo Ferretti, che ha confessato: “La gioia più grande vissuta in questo Natale è stato un annuncio che aspettavo da tempo: il mio primogenito Guido potrà vivere un periodo di sei mesi di studio in una scuola americana. Attualmente è allievo in una quarta classe del Liceo Moro; da inizio gennaio verrà ospitato da una famiglia del Delaware e sarà inserito nel liceo locale. Sono convinto che si tratti di una esperienza utilissima per il suo futuro». Ed ecco un atleta, l’ex olimpionico di sci Giuliano Razzoli che fra pochi giorni sarà nuovamente in pista per una gara di Coppa del mondo ma è riuscito a trascorere il Natale a casa. Il dono è arrivato dalla mamma: “Che mi ha fatto dono – la sua annotazione - di una batteria di aceto balsamico tradizionale che ora andrà ad arricchire la mia bella cantina”. (l.v.)
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