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Il Gaom a caccia di fondi per i progetti in Africa

Il Gaom a caccia di fondi per i progetti in Africa

Castelnovo Monti: a Gambo si studia l’ampliamento dell’ospedale missionario A Shashemene un poliambulatorio viene riconosciuto “clinica di primo livello”

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CASTELNOVO MONTI. Sta arrivando in questi giorni a casa dei sostenitori l’annuale lettera del Gaom, il Gruppo amici ospedali missionari attivo da più di 30 anni, una delle associazioni di volontariato che in montagna conta su un grandissimo affetto, anche grazie agli straordinari traguardi raggiunti. Scrive nella lettera-bilancio di fine anno il presidente Alberto Campari: «In tanti anni di impegno missionario, abbiamo osservato importanti cambiamenti presso le missioni con le quali lavoriamo, accanto ai missionari della Consolata. Mentre l’Etiopia sta radicalmente cambiando a livello commerciale, politico e infrastrutturale, stiamo cercando di rimanere a fianco dei più piccoli, per continuare ad offrire loro la possibilità di crescere. A Gambo, dove il Gaom ha mosso i primi passi 31 anni fa, è in corso di valutazione un progetto di ampliamento dell’ospedale missionario per garantire un maggiore servizio ai tanti poveri della regione. Stiamo cercando inoltre di insegnare ai contadini locali una migliore gestione di quella che è ormai diventata una vera e propria azienda agricola, con l’intento di produrre sufficienti scorte alimentari soprattutto per alimentare i bambini ricoverati». A Gambo è attivo un ospedale con un ampio reparto pediatrico, il tutto realizzato interamente nel corso degli anni dal Gaom, che ha anche provveduto a migliorare di anno in anno i dispositivi tecnologici e invia regolarmente i medicinali essenziali.

«Qui verranno installati nuovi pannelli solari e nuovi archi voltaici. Con i più piccoli e poveri della zona, proseguiremo con le adozioni a distanza».

A Shashemene, dove il Gaom lavora dal 1999, da una precedente baraccopoli per ammalati di lebbra ai margini della società è nata una cittadina. «Qui – prosegue Campari – siamo impegnati con medici ed infermieri presso il nostro poliambulatorio, che è stato riconosciuto dallo Stato come “clinica di primo livello”. Siamo molto soddisfatti dei nostri laboratori di arti e mestieri: il forno per il pane, falegnameria e stalla». Le ultime missioni avviate dal Gaom sono quelle di Ropi e Halaba, 3 anni fa. «Stiamo seguendo il lavoro dei ragazzi che gestiscono il granaio realizzato lo scorso anno, e anche qui vorremmo dare vita a una scuola di arti e mestieri, rivolta alla valorizzazione delle donne e dei giovani. Il progetto è quello di cominciare la costruzione di una falegnameria e di un granaio. I volontari del Gaom partiranno anche quest’anno, nonostante la paura dell’ebola, però in diversi periodi per concretizzare meglio il lavoro». Il primo turno è partito il 20 dicembre, il prossimo partirà il 17 gennaio e un terzo in primavera. Ci sono molti modi di sostenere il Gaom. Essendo una Onlus, si può devolvere il 5 per mille. Info: www.gaom.it. (l.t.)

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