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«Il sindaco faccia un’ordinanza contro i botti»

Nasce online la petizione per chiedere di vietare i petardi. Il Comune di Reggiolo lo ha fatto

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REGGIO EMILIA. Una petizione per chiedere che il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, emani un’apposita ordinanza per vietare i botti di Capodanno.

E’ l’iniziativa lanciata in rete – sul sito https://www.change.org – da un cittadino reggiano, Pietro Negroni, il giorno di Natale. E da allora, tramite Facebook egli altri social network si sta diffondendo in rete, raccogliendo adesioni.

«Ogni anno – si legge – in Italia migliaia di animali d’affezione e un numero imprecisato di selvatici, soprattutto incolpevoli uccellini, muoiono per il forte rumore causato dall’esplodere di petardi, e molti altri, presi dal panico fuggono senza poi esser più in grado di trovare la via di casa. l loro udito è infatti talmente sviluppato e sensibile che le detonazioni possono provocare loro gravi disorientamento e paura, oltre a veri e propri infarti. A questo si aggiunga che ogni nuovo anno si apre con veri e propri bollettini di guerra, quando i tg trasmettono l'elenco di feriti più o meno gravi e addirittura morti causati dai fuochi d'artificio, e le vittime spesso sono bimbi e ragazzini». Per questo e anche per gli alti costi dei botti, in momenti difficili come questi, si chiede al primo cittadino di fare come altri 1200 Comuni d'Italia: vietare «lo scoppio di petardi ed altri materiali esplodenti rumorosi, eventualmente concedendo deroghe solo a spettacoli pirotecnici veri e propri, da autorizzarsi di volta in volta».

In provincia di Reggio, ad aver emanato un’apposita ordinanza anti-botti per il prossimo San Silvestro c’è solo il Comune di Reggiolo. Mentre altri centri - come Correggio, Cavriago e Rubiera - hanno promosso una campagna per limitarne l’uso.

Un’iniziativa a cui si associa il consigliore comunale del Pd di Reggio, Dario De Lucia, che invita a scoppiare meno botti per le feste, bensì a usare i soldi che servirebbero per acquisti più utili, come un buon libro. Anche lui per ragioni legate alla sicurezza delle persone, ma anche degli animali: i più sensibili agli effetti dei botti, dei quali per un motivo o per l’altro spesso ne rimangono vittime. (el.pe)

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