Muore mentre chiede aiuto al telefono
Malore fatale per un ex operaio 56enne che viveva solo: da alcuni anni era in dialisi
REGGIO EMILIA. Ha cercato disperatamente di chiedere aiuto al telefono, ma non ce l’ha fatta, troppo grave la crisi che l’ha colto per lasciargli scampo. E’ morto così il 56enne Jean Luc Torreggiani, da tempo con seri problemi ai reni e che si sottoponeva a dialisi nell’ospedale Magati di Scandiano.
Viveva solo a Cadè, in una casa a due piani al civico 27 di via Giordano Bruno e proprio il fatto che ieri non si è presentato alla dialisi (trattamento che espelle dall'organismo le scorie e i liquidi che i reni non sono più in grado di rimuovere) ha insospettito i sanitari. Non riuscendo nemmeno a contattarlo – come detto il 56enne viveva solo, mentre il padre è deceduto tempo fa e l’anziana madre Ivonne è ospite alla casa protetta di Pieve Modolena – è scattato l’allarme. Intorno alle 18 sono giunti nell’abitazione di Cadè i vigili del fuoco (sei uomini) e l’automedica della Croce arancione.
Salite le scale, la finestra a fianco della porta d’ingresso risulta semiaperta e da lì entrano i vigili del fuoco. Una volta dentro, dopo pochi passi, c’è il cadavere del 56enne: è riverso sul mobiletto, ha battuto il capo contro il vicino termosifone e ha perso del sangue. Già dai primi accertamenti le cause di morte appaiono naturali: fatale un malore. Era vestito e probabilmente stava per uscire quando è sopraggiunta la crisi. Sul posto giunge anche una pattuglia dei carabinieri, scattano le prime indagini, sentendo i vicini di casa per poi cercare di contattare i familiari.
Solo oggi il sostituto procuratore Isabella Chiesi deciderà se chiedere o meno l’autopsia, quindi sino all’emissione del nulla-osta per i funerali, la salma rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Torreggiani – nato in Francia, ma da tempo residente a Reggio – aveva lavorato alla “Faba” di Calerno (produce barattoli), poi le sue condizioni di salute erano precipitate a tal punto da costringerlo a lasciare l’occupazione. Non si era mai sposato e dall’insorgere della malattia ai reni ha affrontato anni difficili, oltretutto affrontati in solitudine. Sconcerto fra i vicini di casa: «Altre volte erano venuti i vigili perché Jean Luc non si era presentato alla dialisi, ma si era trattato solo di dimenticanze. Stavolta, purtroppo, è stato diverso...». (t.s.)
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