Salva la gestione di Ideanatura al castello
Carpineti: il riordino in Provincia aveva fatto temere lo stop poi la svolta e il rinnovo della convenzione
CARPINETI. Continuità gestionale per il castello delle Carpinete nell’anno di Matilde. Anche nel 2015 la rocca medievale sarà seguita nelle varie attività dalla società Ideanatura, che da anni opera sul castello e alla pieve di San Vitale, sempre nel territorio carpinetano, con un ostello, un ristorante e il sito monumentale.
Rimane confermato anche il periodo di apertura, da aprile a ottobre, in un anno particolare, quello dei nove secoli dalla morte di Matilde di Canossa, con numerose iniziative in programma nel territorio reggiano.
La convenzione con Idenatura portata avanti in questi anni è piuttosto complessa, perché prevede la cura sia del castello delle Carpinete, di proprietà della Provincia di Reggio Emilia, sia della pieve di San Vitale, che invece appartiene al Comune.
La Provincia, in questa fase di passaggio e riordino dell’ente, ha subìto un pesantissimo taglio delle risorse che ha imposto una riduzione degli investimenti anche sui siti storici. Il recente caso del convento di Montefalcone a San Polo, con le società a partecipazione pubblica messe in liquidazione o fallite, né è un chiaro esempio.
Per Carpineti le cifre richieste erano relativamente esigue, ma nelle passate settimane l’impresa è apparsa molto difficile, nell’attuale clima di ristrettezza economica.
A quel punto, non sarebbe stato possibile neppure rinnovare il contratto annuale di gestione da 21mila euro stipulato negli anni passati con Ideanatura, che riguarda sia il castello che la pieve di San Vitale.
Nell’ultima conferenza dei sindaci, poi, la svolta: il presidente della Provincia Gianmaria Manghi ha annunciato che erano state reperite le risorse necessarie, grazie a dei fondi delegati per la valorizzazione turistica, e che quindi sarebbe stato confermato l’accordo con Ideanatura.
Nel 2015 il castello delle Carpinete sarà visitabile e potrà ospitare anche alcuni degli eventi in programma per i novecento anni dalla morte di Matilde di Canossa.
La rocca carpinetana era una delle residenze preferite della contessa, e ospitò per un periodo anche papa Gregorio VII, nei momenti di massima tensione con l’imperatore Enrico IV, prima del famoso “perdono”.
Oggi rimane una parte consistente della fortificazione esterna e la ricostruzione del mastio originario, da cui si può ammirare un vasto panorama e le altre rocche vicine del sistema difensivo dei Canossa.
Da Carpineti, in particolare, si era collegati visivamente da un lato alle fortificazioni sulla vallata del Secchia e dall’altro al castello di Sarzano, a Casina, che a propria volta poteva comunicare con le rocche principali, di Canossa e Rossena.
Adriano Arati
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