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Costi standard: l’ateneo reggiano a metà classifica

Costi standard: l’ateneo reggiano a metà classifica

L’Università di Modena e Reggio ha un «pro-capite» di 6.331 euro, contro i 7.012 di Parma e i 6.246 di Bologna

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REGGIO EMILIA. Quanto costano allo Stato i nostri atenei? Quello di Modena e Reggio sembra avere un peso equo. Il Ministero dell’istruzione ha infatti calcolato che l’onere medio per ogni studente di Unimore (appunto università di Modena e Reggio: quasi una anticipazione di quella che potrà essere la futura provincia unificata) è pari a 6.331 euro. Siamo a debita distanza sia dai 7.948 euro necessari per chi frequenta il costosissimo Politecnico di Bari che dai 4.7.39 necessari in quel di Macerata.

Il “costo standard di formazione” ci colloca dunque al 36° posto nella graduatoria formata dai 56 poli universitari italiani. In regione sono sensibilmente più costosi Ferrara (7.087 euro per studente) e Parma (7.012); un soffio meno di Modena-Reggio è Bologna (6.246).

La tabella dei costi per studente risulta però nettamente diversa se si considerano altri dati come il numero di studenti in regola con gli studi, la presenza di docenti molto anziani (che sono più costosi), la tipologia dei corsi che si fanno più gravosi a seconda che ci siano aree di formazione medico-sanitaria, scientifico-tecnologica, umanistico-sociale. Sotto questa ulteriore prospettiva Unimore si pone al 24° posto fra i 56 atenei italiani. Questi indicatori rivestono grande importanza perché il “costo standard” è il parametro usato per la determinazione dei bilanci accademici e inciderà, ora più che in passato, sui finanziamenti che il Ministro della Pubblica Istruzione assicurerà ad ogni ateneo. Altri fattori di valutazione sono poi i risultati ottenuti nella ricerca, le politiche di reclutamento, i livelli di internazionalizzazione,la partecipazione ai programmi Erasmus.

Ogni anno i finanziamenti statali potranno dunque variare anche in modo sensibile. Ma allora come si può valutare la collocazione di Unimore per il 2014? Lo abbiamo chiesto al prorettore di Reggio, il professor Riccardo Ferretti – che fra l’altro è un economista – che si è però limitato ad osservare: «Nel complesso, al primo impatto, mi pare ci sia stata riconosciuta una buona premialità. Ma servono approfondimenti prima di esprimere qualsiasi giudizio».

A favore di Modena e Reggio sembrano attualmente giocare l’alto numero di studenti perfettamente in corso (14.537 ), una buona presenza di area medico -sanitaria(13,9%) ed una ancora più elevata (34,2%) di quella scientifico-tecnologica, mentre il restante 51,8% è umanistico sociale. Su livelli medi sono inoltre il costo per professore di fascia I e il numero di stranieri. E così alla fine la variazione premiale sull’anno precedente dovrebbe essere del + 4,56% per Unimore , del + 2,9% per Bologna e del + 0,97% per Parma. Come dire che Modena e Reggio hanno meritato qualche sostegno più consistente. (l.v.)

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