Gazzetta di Reggio

Reggio

LA REtROMARCIA

Fiere, stop al piano in attesa dei privati

di Enrico Lorenzo Tidona
Fiere, stop al piano in attesa dei privati

Il consiglio provinciale blocca il salvataggio. Investitori alla porta: Manghi e Vecchi chiederanno la proroga del concordato

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. È stato revocato il piano di salvataggio delle Fiere di Reggio varato solo sei mesi fa dal consiglio provinciale a maggioranza Pd e promosso da Sonia Masini. Un voto unanime da parte di maggioranza e opposizione, che ha visto assente Pierluigi Saccardi, ex vice presidente della vecchia giunta. La retromarcia stride rispetto allo scenario paventato nel recente passato: l’ente di Palazzo Allende ha ora bloccato il trasferimento di 15 milioni di euro di azioni Autobrennero in Fieremilia, società creata ad hoc dalla Provincia a per tentare di rilanciare gli eventi.

Il passaggio politico era già stato anticipato da Manghi, che annuncia però l’apertura di un nuovo scenario, l’ennesimo nella travagliata storia del rilancio del polo fieristico. Alcuni investitori privati, infatti sarebbero ora alla finestra in attesa di investire nelle Fiere. Non si tratterebbe, però, di rilevare la sola area di Mancasale, asset che fa gola a molti data la vicinanza con la stazione ad alta velocità Mediopadana, che ne ha accresciuto il valore. I cavalieri bianchi sarebbero intenzionati anche a rilevare anche il ramo fieristico, conditio sine qua non perché i soci pubblici accendano il disco verde.

Manghi e il sindaco di Reggio Luca Vecchi si sono visti ieri pomeriggio per tracciare una strategia che consenta l’ingresso dei privati e il rilancio esterno delle Fiere. Per poter agganciare l’obiettivo, però, bisognerà vagliare nel dettaglio l’eventuale proposta degli investitori e, soprattutto, cercare di ottenere una nuova proroga del concordato da parte del tribunale. Un risvolto assai spinoso, visto che il giudice delegato Luciano Varotti aveva già avvertito i soci pubblici prima di concedere la precedente proroga: per il giudice non ci sarebbero potuti essere ulteriori spazi anche in considerazione della soddisfazione dei creditori, ceto tutelato proprio dal tribunale.

«La nostra è una presa d’atto del fatto che le condizioni di contesto in questi sei mesi sono radicalmente cambiate per la Provincia - ha detto Manghi - Oggi tutto quello che abbiamo a disposizione dobbiamo spenderlo per le incombenze assegnate dalla legge di riforma: viabilità-trasporti, scuola, ambiente e pianificazione territoriale. Dobbiamo essere gli attori della real politik: la riforma non prevede più la promozione del territorio tra le nostre incombenze». Manghi è convinto del valore patrimoniale ed economico dell Fiere, «ma il comporto pubblico oggi non è nelle condizioni oggettive di ottemperare all’impegno preso in precedenza». Punto e a capo.

«E' una scelta saggia e responsabile - ha fatto sapere Vecchi - consapevole del fatto che i soci pubblici oggi, da soli, non sono nella condizione di potersi avventurare in un'operazione immobiliare che presenterebbe rischi enormi per la solidità patrimoniale e finanziaria degli enti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google