Montefalcone, in Regione l’interrogazione di Sassi
SAN POLO. «Cosa ha fatto la Regione per Montefalcone e per salvaguardare il finanziamento pubblico di 745mila euro?». Anche il nuovo consiglio regionale discuterà della fine del percorso di...
SAN POLO. «Cosa ha fatto la Regione per Montefalcone e per salvaguardare il finanziamento pubblico di 745mila euro?». Anche il nuovo consiglio regionale discuterà della fine del percorso di Montefalcone, il convento francescano del 1200 vicino a San Polo per vent’anni fulcro di attività di promozione turistico. Un cammino oggi ufficialmente concluso con lo scioglimento delle società che lo hanno gestito.
Oggi, all’apertura della nuova legislatura regionale nata dopo il voto di novembre, il consigliere 5 Stelle Gian Luca Sassi, eletto nel Reggiano, presenterà subito un’interrogazione sul tema. Sassi ricorda le ultime tappe della vicenda, con la nascita nel settembre del 2013 di due società, la Montefalcone srl e la Matilde di Canossa srl, figlie della precedente Matilde di Canossa spa, titolare della proprietà e della gestione di Montefalcone.
Due realtà distinte, sempre di proprietà degli enti pubblici, a cui sono stati affidati rispettivamente il complesso monumentale e il lavoro di promozione e valorizzazione del territorio. Pochi giorni fa, la fine della corsa per entrambe: la Matilde di Canossa srl è stata sciolta, ed è stato nominato un liquidatore; la Montefalcone srl è finita direttamente in tribunale per l’istanza di fallimento.
Il consigliere 5 Stelle interpella la Regione, che negli anni ha fornito un finanziamento di 745mila, intervento «che ora rischia di essere depauperato». Sassi chiede quali azioni siano state messe in campo «per salvaguardare il finanziamento concesso e quindi l’intero complesso immobiliare».
E poi se, per i prossimi anni, non sia necessario «predisporre norme, clausole, prescrizioni, vincoli, comunque denominati, al fine di non ritrovarsi, in futuro, nelle condizioni di aver messo a rischio risorse pubbliche (il finanziamento di 745 mila euro) e senza essere riusciti a garantire alla collettività la fruizione duratura di un bene di rilevante valore».
Sassi ricorda poi gli investimenti realizzati anche con i fondi regionali, fra cui il contestatissimo intervento sull’ex porcilaia di Canossa nel 2013, reso possibile «dal fatto che la società acquisì la proprietà».
E oggi, nonostante tutto, Montefalcone rimane «in un profondo stato di abbandono e per certi versi degrado, nonché oggetto di furti e danneggiamenti. Situazioni, queste, che sviliscono il restauro da poco eseguito mettendo a rischio la conservazione dell’immobile e la sua valorizzazione». (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
