Gazzetta di Reggio

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«Ora riaprite via Lanzi e via Ancona»

di Mauro Grasselli
«Ora riaprite via Lanzi e via Ancona»

Il Quinto Colle replica al sindaco sul Cerro: «Nessun sentiero storico è stato riaperto grazie all’amministrazione Tagliavini»

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QUATTRO CASTELLA. Fa discutere l’ufficializzazione della fine delle “ostilità” sulla strada del Cerro, l’antichissimo sentiero che portava ai castelli di Bianello e Canossa. Discussioni nate anche a seguito delle modalità con cui il Comune, nei giorni scorsi, ha annunciato la notizia, evidenziando il proprio ruolo (vedi articolo a lato). «Numerosi cittadini ci hanno chiesto di replicare a quanto detto di recente dal sindaco Tagliavini sulla riapertura del sentiero del Cerro – affermano Luca Incerti e Sauro Romani dell’associazione politico-culturale “Il Quinto Colle” – Secondo il sindaco (Gazzetta del 3 dicembre) il Quinto Colle avrebbe “posto il tema della riapertura del sentiero storico del Cerro assieme alla maggioranza”, ovvero al Pd. I fatti sono andati in modo completamente diverso. La questione della riapertura del sentiero del Cerro venne posta per la prima volta nel lontano 2004, con un’interrogazione alla giunta comunale di allora, da Luca Incerti (sollecitato dall’amico escursionista Agostino Tarabelloni). La giunta (di cui Tagliavini era assessore) non assunse alcun provvedimento. Centinaia di cittadini allora diedero inizio alla campagna “Sentieri da liberare” organizzando diverse manifestazioni-camminate di protesta davanti ai cancelli che impedivano ai cittadini di percorrere il sentiero del Cerro. Furono così partecipate da catturare l’interesse non solo della stampa e delle televisioni locali, ma anche del settimanale Diario e del mensile svizzero Galatea. La pressione popolare fu così forte da “costringere” l’allora giunta a prendere posizione sulla riapertura del sentiero».

Come si attivò l’amministrazione comunale?

«Disponendo, con un’ordinanza dal contenuto tragicomico (ordinanza cosiddetta “dell’elastico”), la riapertura di un solo cancello (quello in località Cerro) dei due che chiudevano il sentiero, dimenticandosi di quello posto in prossimità del parco di Roncolo (perciò chi percorreva il sentiero andava avanti per un po’, poi tornava indietro, facendo “l’elastico” tra il primo e il secondo cancello)».

Seguirono altre manifestazioni di protesta, promosse sempre dal Quinto Colle, fino a quando l’amministrazione comunale ordinò la riapertura del secondo cancello. Negli anni successivi “Il Quinto Colle” non ha mollato la presa. Ancora nel 2013, con una interrogazione rivolta al sindaco Tagliavini, il Quinto Colle chiese come mai – a nove anni dalla rimozione dei cancelli e dalla riapertura del Cerro – non fossero ancora stati rimossi i cartelli di “attenti al cane” posti davanti a uno degli ingressi dello stesso sentiero.

«Il Quinto Colle nasce con il sentiero del Cerro e non abbiamo dubbi: se il sentiero del Cerro è oggi percorribile da tutti i cittadini, il merito è solo del Quinto Colle. Nessun sentiero di interesse storico è stato riaperto grazie all’amministrazione Tagliavini. Anzi. Grazie all’operato della stessa e delle precedenti giunte, diversi sentieri sono stati chiusi. Valga per tutti l’esempio di via Lanzi a Roncolo e di via Ancona a Quattro Castella».

Via Lanzi: antico sentiero, oggi chiuso in prossimità del Parco di Roncolo, da sempre aperto al cammino della gente del luogo, da secoli era il collegamento tra l’abitato di Roncolo e Bergonzano.

«Soltanto qualche mese fa – prosegue il Quinto Colle – l’allora assessore all’Urbanistica Duilio Cangiari e altri esponenti della maggioranza si impegnarono a fare il possibile per riaprire via Lanzi. Ad oggi nulla è stato fatto. Con la riapertura di via Lanzi si restituirebbe ai cittadini un’intera collina fra le più belle di Quattro Castella. Ci auguriamo che la cittadina tedesca che ci ha scritto (potenza di internet…) chiedendoci come mai fosse chiuso quel sentiero (via Lanzi) che sulle sue cartine risultava condurre alla Madonna della Battaglia e a Canossa, possa al più presto percorrerlo insieme a tutti noi».

E allora – proseguono Incerti e Romani – visto che Tagliavini dice che “i sentieri storici sono un bene collettivo e pubblico”, «dia corso e metta in pratica tale affermazione disponendo la riapertura di via Lanzi e di via Ancona (chiusa in prossimità del chiesolino posto di fronte alle ex fornaci di Bibbiano e che, una volta riaperta al pubblico transito, rappresenterebbe una pedonale e ciclabile, con vista sui Quattro Colli, di rara bellezza. Altro che quella di via Lenin). E (direbbe Totò) ci faccia il piacere (il sindaco Tagliavini) di non assumersi meriti che sono di altri. Si noti, peraltro, come il sindaco non sia nuovo a episodi del genere. Infatti all’inaugurazione della nuova sede dei Servizi sociali, il sindaco si guardò bene dal rammentare che le vecchie scuole elementari di Montecavolo, che oggi ospitano oltre ai Servizi sociali anche diverse associazioni, sono state mantenute all’uso pubblico grazie al Quinto Colle, poiché il progetto della maggioranza, di cui lo stesso sindaco faceva parte quale assessore all’Urbanistica, prevedeva ben altro».

Gli esponenti del Quinto Colle concludono: «Ci farebbe piacere che non si pensasse che quelli del Quinto Colle sono i soliti radical chic interessati ai sentieri, al verde e non alle questioni più importanti. Poiché le antiche vie di comunicazione (beni comuni) sono importanti. La bellezza del nostro territorio e delle nostre colline è la nostra risorsa più rilevante. E’ l’essenziale. Non il di più. Tuttavia tale risorsa è, per così dire, subordinata alla fruibilità del territorio. Pertanto non si deve più consentire che i sentieri storici rurali e le antiche vie di comunicazione possano essere sbarrati da cancelli o altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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