Bloccati nel cantiere tre “vampiri” del gasolio
Hanno preso di mira un escavatore in un’area dell’Anas: in una tanica 20 litri di carburante
REGGIO EMILIA. Sono stati sorpresi domenica pomeriggio dai carabinieri mentre erano intenti a “succhiare” il carburante dai serbatoi dei mezzi di movimentazione-terra parcheggiati in un’area recintata di proprietà dell’Anas.
In manette sono finiti il 22enne Sasa Dragicevic, il 30enne Nemanja Pantelic e il 26enne Danijel Stambolija, tutti cittadini serbi in Italia senza fissa dimora. I tre sono stati colti in flagrante da una pattuglia del nucleo radiomobile mentre, armati di tubi e strumenti per forzare i serbatoi, stavano riempiendo una tanica da 20 litri. Negli ultimi mesi sono stati numerosi i casi di furto di carburante: si sospetta che dietro alle ruberie vi sia un vero e proprio racket. Tornando all’ultimo episodio, transitando lungo la tangenziale (in quel tratto prende il nome di viale Martiri di Piazza Tien An Men) notano davanti al cancello, regolarmente chiuso, dell’area allestita dall’Anas una Fiat Bravo rossa con il motore acceso e quindi pronta a partire, con all’esterno un giovane che si guarda attorno in maniera circospetta. I militari raggiungono il giovane (è Danijel Stambolija), accertando che lo stesso sta facendo il “palo” a due suoi connazionali che, scavalcata la recinzione, sono intenti a rubare carburante da un escavatore parcheggiato all’interno dell’area. I due, che non si sono accorti della presenza dei carabinieri, vengono subito raggiunti dai militari che li bloccano. Sasa Dragicevic e Nemanja Pantelic avevano riempito una tanica da 20 litri di gasolio “succhiati” – grazie a un tubo di gomma – dal serbatoio di un escavatore precedentemente forzato, di proprietà di un’azienda di Parma. I tre arrestati, difesi dall’avvocato Carlo Laprovitera, hanno detto ieri mattina – in tribunale – d’aver rubato il gasolio per tornare in Serbia, perché a loro volta erano stati derubati dei soldi e non avevano più la possibilità di fare rifornimento. Al termine dell’udienza hanno patteggiato 3 mesi di reclusione ma con pena sospesa, da qui l’immediata liberazione.
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