Braccialetto elettronico per il violentatore dell’ex
Poviglio: il 24enne evaso torna ai domiciliari ma ora è costantemente monitorato Sta scontando 4 anni e mezzo per lo stupro alla 20enne, s’indaga sulle minacce
POVIGLIO. C’è un intreccio di situazioni delicate attorno all’operaio agricolo povigliese 24enne che si è rimesso nuovamente nei guai la notte di Natale “assediando” sotto casa la sua ex fidanzata 20enne, evadendo dagli arresti domiciliari.
Il giovane – che ieri in carcere a Reggio, difeso dall’avvocato piacentino Alessandro Righi, non ha voluto rispondere alle domande del gip Angela Baraldi – è stato rimesso agli arresti domiciliari, ma stavolta con una restrizione in più, cioè il braccialetto elettronico, per monitorarne la posizione in ogni momento. Un’avvertenza voluta dal giudice e che si lega con quanto accaduto il 19 marzo scorso, quando l’operaio è arrivato a macchiarsi di una brutale violenza sessuale nei confronti della ragazza che quella sera l’aveva incontrato per lasciarlo. Un’accusa pesantissima coincisa, il 3 dicembre scorso, con la condanna a 4 anni e mezzo di reclusione (il pm Giulia Stignani aveva chiesto 9 anni di carcere), con contestuale decisione della Corte di far scontare la pena al 24enne agli arresti domiciliari nell’abitazione dei genitori. Una misura restrittiva però violata dal giovane la notte di Natale, spaventando e non poco l’ex fidanzata (in marzo finì in ospedale e non si è ancora ripresa dallo shock) che se l’è ritrovato sotto casa. Ma sull’ex fidanzato che non si rassegna alla fine del rapporto con la 20enne aleggiano ulteriori sospetti ed è stata aperta un’inchiesta: alla vigilia di Natale la ragazza ha trovato una lettera anonima – piuttosto minacciosa – nella cassetta postale e i carabinieri stanno cercando di capire se quella missiva possa essere collegata all’operaio agricolo. Per quanto concerne l’accusa di evasione, sarà processato fra alcuni mesi.
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