«Ricordare anche don Terenziani»
Attacco di Pagliani sulle celebrazioni del 70esimo della Liberazione
SCANDIANO. «Perché il Comune di Scandiano non ricorda anche gli scandianesi uccisi dai partigiani comunisti?». Sono ferite sempre aperte, quelle lasciate dalla seconda guerra mondiale, un conflitto che in Italia divenne una guerra civile feroce.
Giuseppe Pagliani, capogruppo del centro-destra in Provincia, attacca l’amministrazione scandianese dopo la presentazione della rassegna Scandiano (R)Esiste, i sei mesi di eventi che dal 3 di gennaio – anniversario dell’eccidio fascista su vittime civili a Fellegara – condurranno sino al 2 giugno e alla festa della Repubblica. Tutto nel segno del 70.mo anniversario della Liberazione. «Esistono innumerevoli atrocità consumate nella nostra provincia da bande di sedicenti “liberatori rossi” che si sono consumate durante la guerra civile nel territorio comunale scandianese» – accusa Pagliani. E chiede: «Durante le celebrazioni della resistenza il sindaco Mammi e l'assessore Pighini devono ricordare anche i martiri ragazzi quali Nanni Lasagni ed il sacerdote Don Terenziani assassinati da partigiani comunisti».
Don Carlo Terenziani venne ucciso nel cimitero di San Ruffino il 29 aprile 1945, mentre Pietro Lasagni, detto Nanni, era un 16enne scomparso da casa il 1 gennaio 1945 e morto pochi giorni dopo. Un’inchiesta sulla sua scomparsa venne archiviata senza portare a condanne definitive. Fa ancora discutere insomma la parte più cruciale del ventesimo secolo italiano, e scandianese. Per restare nel locale, il 3 gennaio Scandiano (R)Esiste prenderà il via con il ricordo di un’altra tragedia, la fucilazione da parte dei fascisti di quattro ragazzi di Fellegara, Roberto Colli, nome di battaglia “Riva”, ucciso a 23 anni; Remo Gambarelli, “Italo”, 20 anni; Mario Montanari, “Nero”, 25 anni; Renato Nironi, “Ida”, 22 anni. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
