Gazzetta di Reggio

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Arsenale in casa, sequestrate 2.650 armi

di Enrico Lorenzo Tidona
Arsenale in casa, sequestrate 2.650 armi

La questura requisisce anche 100 mila munizioni a un ex imprenditore di Bagnolo. Al vaglio anche un’altra maxi collezione

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REGGIO EMILIA. Pistole, fucili, automatiche e semi-automatiche, tutte perfettamente funzionanti. Un arsenale immenso messo insieme negli anni da un collezionista di Bagnolo, ex imprenditore in pensione di 70 anni, che è stato trovato in casa con ben 2.652 armi di vario calibro e 100mila munizioni, tutte sequestrate quest’estate dalla questura di Reggio Emilia.

UN CASO NAZIONALE. La vicenda era già venuta a galla lo scorso agosto, quando avvenne la scoperta che lasciò i poliziotti a bocca aperta. L'uomo fu arrestato e subito rilasciato perché in possesso di 16 munizioni proibite. Ora, invece, è finito nuovamente nei guai perché non è in regola con la denuncia di alcune di queste armi custodite in una stanza della sua abitazione, come rilevato da successivi accertamenti. Oggi, a distanza di qualche mese dall'operazione e in seguito a un controllo certosino delle matricole delle armi, il questore Isabella Fusiello ha fornito i dettagli di questo sequestro che segna un record in Italia per operazioni simili effettuate nei confronti di un cittadino privato. «La legge non impone limiti sul possesso di armi - ha spiegato - ma in questo caso non credo sia responsabile lasciare tante armi e munizioni nelle mani di una sola persona e concentrate per di più in un’abitazione privata».

STOP ALLA COLLEZIONE. Il questore ha utilizzato il suo potere discrezionale in materia revocando le licenze. Vista la mole del sequestro, la polizia è ancora impegnata nelle fasi di verifica della collezione, venuta a galla dopo che il proprietario dell’arsenale aveva chiesto di denunciare nuovi pezzi, facendo saltare la mosca al naso degli agenti. Le armi erano stipate in armadietti blindati all’interno di una stanza della casa di Bagnolo dell’ex imprenditore in pensione. Stessa cosa per le migliaia di munizioni. Una dotazione degna di un museo, anche se, in realtà, non si tratta di vecchi archibugi dei secoli passati, bensì di armi moderne di ogni calibro e tipologia: una dotazione in grado di far impallidire la potenza di fuoco di tutti gli agenti della questura messi insieme. Per creare la grande collezione, l’uomo ha speso certamente molti soldi, acquistando pezzi più o meno pregiati, che messi insieme fanno concorrenza ad un’armeria militare.

L’ALTRO CASO. A questo maxi sequestro potrebbe seguirne presto un altro nei confronti di un secondo reggiano, che è stato trovato in possesso di 400 armi a vario titolo. «Anche in questo caso - ha spiegato il questore - si tratta di una persona perbene. Ciò non toglie che non potrà tenerle tutte. Ne potrà avere massimo 100. Ogni nostro provvedimento è sempre ampiamente motivato. Poi se il possessore vorrà, potrà eventualmente fare ricorso al Tar per opporsi al sequestro».

SEI MESI DI FUOCO. In tutto, a Reggio, girano circa 30mila persone armate secondo i dati rilasciati ieri da Fabio Rizzo, dirigente della polizia amministrativa, che sta al vertice del settore fortemente impegnato negli ultimi sei mesi nei provvedimenti contro il dilagare delle armi. Oltre all’operazione relativa all’imprenditore di Bagnolo, dal primo agosto ad oggi sono state ritirate dalla gestione dei privati altre 300 armi comuni da sparo e altre 27mila cartucce di vario calibro, tutte sequestrate. I poliziotti hanno ritirato anche 23 chilogrammi di esplosivo. Diverse le persone denunciate penalmente per reati vari legati al settore. Inoltre la divisione della polizia amministrativa ha inoltrato al prefetto di Reggio Emilia 30 proposte di revoca della licenza per la detenzione armi cui il prefetto ha dato esito favorevole. Sono stati emessi 20 provvedimenti di diniego di istanze per rilascio o rinnovo di porto di fucile per uso caccia e di tiro a volo. Sono state revocate anche 19 licenze di porto d’armi per uso caccia e tiro a volo. Una grande mole di lavoro assorbita dagli agenti e dagli addetti degli uffici delle questura di via Dante.

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