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GATTATICO, CAMPEGINE E SANT’ILARIO

Fusione dei tre Comuni La Cna dalla parte del “sì”

Fusione dei tre Comuni La Cna dalla parte del “sì”

GATTATICO. La Cna dice sì alla fusione dei Comuni nella val d’Enza. L’associazione di categoria guarda con favore al futuro amministrativo unitario di Gattatico, Campegine e Sant’Ilario, che hanno...

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GATTATICO. La Cna dice sì alla fusione dei Comuni nella val d’Enza. L’associazione di categoria guarda con favore al futuro amministrativo unitario di Gattatico, Campegine e Sant’Ilario, che hanno iniziato insieme un percorso per arrivare alla fusione e alla nascita di un unico ente. Già a maggio, al momento delle elezioni amministrative, Cna aveva presentato un documento ai candidati sindaci dove si dava parere positivo all’accorpamento di funzioni ed enti nelle Unioni dei Comuni. In val d’Enza si pensa al passo successivo, la fusione, e ora Cna ha avviato una serie di incontri con i primi cittadini coinvolti. Il primo ha visto protagonista Giorgio Francia, presidente di Cna area val d’Enza, e il sindaco di Gattatico Gianni Maiola. «Cna vuole far parte del tavolo di lavoro in questo percorso di unificazione, perché crediamo che anche gli imprenditori debbano dire la loro», spiega Francia. C’è la consapevolezza che sarà un «percorso non facile, ma necessario per iniziare a ragionare in termini di area vasta e rispondere alle esigenze delle imprese che i Comuni più piccoli non riescono a soddisfare».

In particolare, vi sono esigenze per «servizi alle imprese (innovazione, banda larga, infrastrutture, partecipazione a bandi europei) e alle competenze, sempre più specializzate che difficilmente i piccoli Comuni potranno garantire».

«Mettersi insieme deve avere l’obiettivo primario di ridurre la pressione fiscale per le imprese, attraverso la razionalizzazione dei costi», aggiunge Francia. Non tutti, nei tre paesi, sono però convinti, per motivi organizzativi come di campanile. «Come ha sostenuto il sindaco, alcuni dubbi e preoccupazioni sono leciti – riconosce Francia – ma si farà il possibile per salvaguardare gli aspetti legati all’identità dei territori, che danno valore ad alcuni servizi come quelli di volontariato, e gli aspetti razionali legati alla qualità delle risposte a imprese e cittadini, dei servizi e della tassazione». (adr.ar.)

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