In carcere fa troppo freddo L’Opg ancora troppo pieno
REGGIO EMILIA. Il problema del sovraffollamento è superato, mentre restano ancora troppi spazi interni al carcere in cui la temperatura è decisamente troppo fredda. Sono due dei dati emersi dall’ultim...
REGGIO EMILIA. Il problema del sovraffollamento è superato, mentre restano ancora troppi spazi interni al carcere in cui la temperatura è decisamente troppo fredda. Sono due dei dati emersi dall’ultima visita al Caercere e all’Opg di Reggio effettuata dal garante regionale Desi Bruno, accompagnata nel sopralluogo dal direttore della Casa circondariale Paolo Madonna e da personale della Polizia penitenziaria.
«Dopo la significativa riduzione del numero delle presenze - dice una nota - non si ravvisa alcun profilo di sovraffollamento: risultano essere presenti 296 persone all’interno delle due strutture: 146 (164 in carico), All’Ospedale Psichiatrico Giudiziario e 150 (5 le donne) nella Casa circondariale; fra questi ultimi, 98 sono i condannati in via definitiva, 26 tra gli ammessi al lavoro all’esterno e in regime di semilibertà. Appaiono migliorate le condizioni igienico-sanitarie e strutturali del carcere: una carenza in passato più volte segnalata. Sono stati effettuati già da diversi mesi i lavori di riparazione del tetto al fine di eliminare le infiltrazioni di acqua dal soffitto in alcune sezioni detentive, anche se permangono zone ancora interessate da infiltrazioni».
Il problema del riscaldamento di molte zone del carcere , poi è da ricondurre a un contenzioso in atto con la ditta che si occupa della manutenzione dell’impianto. E’ un disservizio pesante che si trascina già dallo scorso inverno. All’Opg, invece, anche in considerazione dell’incombere della dead line del 31 marzo 2015 (data in cui è prevista la chiusura di tutti gli Ospedali psichiatrici giudiziaria) il numero dei ricoverati è ancora molto alto. E ciò è dovuto anche al fatto a Reggio trovano posto anche persone provenienti da altri “bacini d’utenza”. Così, per «rendere plausibile la chiusura della struttura entro il 31 marzo 2015, la Garante torna a segnalare la necessità di porre freno agli ingressi delle persone provenienti da altre regioni, e di favorire i programmi di dimissione dall’Opg, con la presa in carico da parte dei servizi sanitari territorialmente competenti». Anche per quello che riguarda l’Opg di Reggio «un buon numero di detenuti risulta essere impiegato in lavori di pubblica utilità all’esterno del carcere, in attività che vanno dalla manutenzione degli alloggi dell’edilizia residenziale pubblica, alla manutenzione dei cimiteri e del verde pubblico. E questo grazie ad una puntuale definizione operativa di progetti fra direzione del carcere ed enti locali, in particolare, i Comuni di Reggio e di Albinea. Ai detenuti che prestano la loro attività a favore della collettività - dice una nota - viene corrisposta una somma a titolo di rimborso spese».
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