Riconoscimento al “balsamico” del Comune
Albinea: certificato “Argento” dal consorzio di valutazione e tanti complimenti anche dagli stranieri
ALBINEA. Si conferma di alto livello il prodotto che esce dall’Acetaia Comunale di Albinea, da cinque anni una struttura di produzione artigianale ma anche di tutela e di garanzia nel territorio per questo gustoso elaborato tipicamente emiliano. Vi sono cinque batterie, con diversi livelli di invecchiamento.
Una ha raggiunto da poco la piena maturazione, e così è partita l’istruttoria per la certificazione del suo aceto, affidata ad una commissione dell’organismo titolare delle valutazioni. Il risultato è positivo: questo aceto albinetano è stato “promosso” con 281 punti, buoni per la certificazione di tipo “Argento”. «Un altro bel traguardo per l’Acetaia Comunale di Albinea, su cui sempre più si sta sollevando lo sguardo di comunità oltreconfine» – sottolinea il Comune.
A conferma, racconta il sindaco Nico Giberti: «Solo nell’autunno abbiamo ricevuto la visita di delegazioni provenienti dalla Germania e dalla Francia. E questo è indice di una nuova forma di cultura e di consumo. I gruppi in visita erano per lo più composti da studenti e questo ci ha ulteriormente confortato, perché ci ha dato la misura dei cambiamenti di costume di un avvicinamento alla produzione locale e artigianale».
Per avviare l’Acetaia Comunale di Albinea si è usato del prodotto donato dal Consorzio per l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, ora seguito – per il governo delle botti, i rincalzi e la custodia delle batterie – da due mastri acetai albinetani locali, Vilmo Delrio e Alessandro Colla. Questo lustro di lavoro sinora ha pagato dividendi. Già nel 2009 Albinea ospitava circo il 60% della produzione provinciale di uva e di mosto cotto destinati alla produzione certificata per Aceto Balsamico Tradizionale, e la presenza della struttura comunale ha potenziato l’operazione. A queste cifre, vanno aggiunti la presenza nell’albinetano del 40% della giacenza di Aceto Balsamico Tradizionale DOP e il 40% del confezionamento in bottiglie. I dati più recenti arriveranno a breve, e saranno pubblicati sul sito del Comune. Infine, i produttori casalinghi, che si fanno in proprio il balsamico per l’uso domestico.
È attivo anche un registro in cui sono segnati tutti i “mastri acetai casalini” che volontariamente hanno conferito un campione del loro prodotto in una quinta batteria di Aceto Balsamico, ospitata sempre dall’Acetaia Comunale. (adr.ar.)
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