Servizi sociali “unificati” per tutta la Val d’Enza
Montecchio, da domani parte la gestione associata dell’Unione dei Comuni per l’assistenza agli anziani, disabili, minori: attivi circa 3000 progetti individuali
BIBBIANO. Un servizio sociale per tutta l’Unione Comuni Val d’Enza, che si occupi di tutti i settori di competenza, famiglie, disabilità, anziani, povertà, minori. Con l’inizio del 2015, infatti, ci sarà una gestione totalmente unitaria dei servizi sociali, affidata all’Unione dei Comuni, nei territori di Bibbiano, Campegine, Canossa, Cavriago, Gattatico, Montecchio, San Polo d’Enza e Sant’Ilario d’Enza.
L’Unione esiste dal 2008, e sin dalla nascita si è occupata di parte delle attività sociali per conto degli enti che la compongono. Il servizio sociale unificato ha coordinato le attività per le famiglie con minori e le persone con disabilità, in passato di competenza dell’Ausl.
I singoli Comuni hanno invece mantenuto la responsabilità su anziani, inclusione sociale e povertà. In contemporanea, sono stati attivati otto sportelli sociali, uno per comune, così che gli abitanti potessero avere un punto di riferimento vicino a casa, dove portare le loro richieste.
Con l’anno nuovo si cambia, con il fisiologico passo successivo, un servizio sociale unico per tutto il territorio, a cui farà capo ogni tematiche legata al sociale. Nella pratica non cambierà molto: gli operatori degli sportelli, gli assistenti sociali e gli educatori resteranno nelle varie sedi comunali, come avvenuto sino ad oggi. Muterà invece l’organizzazione interna e la burocrazia: «Allo stesso tempo l’appartenenza all’Unione consentirà di snellire il lavoro amministrativo, scambiare con più velocità buone pratiche, organizzarsi per le situazioni di emergenza» – spiegano i sindaci dell’Unione.
La val d’Enza è uno dei primi territori a muoversi in questo senso, forte di anni di lavori condivisi, apprezzati anche fuori provincia: «A riorganizzazione dei servizi dell’Unione Val d’Enza è considerata particolarmente efficace ed innovativa, e come tale è stata presentata il 2 dicembre a Bologna in occasione del convegno organizzato dalla Regione Emilia Romagna “Le linee guida del servizio sociale territoriale”» – viene sottolineato.
«La scelta di conferimento all’Unione conferma il forte investimento delle amministrazioni comunali nell’ambito dei servizi sociali» – aggiunge Andrea Carletti, primo cittadino di Bibbiano con delega al Sociale nell’Unione. A conferma delle sue parole snocciola i dati: «Oggi sono attivi circa 3000 progetti individuali, in gran parte costruiti con la collaborazione del volontariato e dell’associazionismo: si tratta di un patrimonio da valorizzare e ampliare, raccogliendo le istanze sempre nuove della società che cambia».
Il tutto in un contesto reso sempre più complesso dalle difficoltà economiche: «L’utenza in carico e i problemi sociali da affrontare aumentano costantemente, mentre i trasferimenti dello stato diminuiscono» – ricorda Carletti. Per questo, vi è bisogno della comunità intera: «I servizi sociali della Val d’Enza sono riusciti a mantenere alta la qualità dei progetti attraverso la vicinanza con le comunità locali, le associazioni di volontariato e di promozione sociale, le parrocchie e i singoli cittadini, che portano indispensabili energie di solidarietà e di relazioni, sono la chiave per lavorare in modo innovativo e generare cambiamenti e nuovi progetti». (adr.ar.)
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