Astensionismo, flop anche il sondaggio Pd
L’iniziativa voluta dal segretario Vicini e dal circolo 4: ma i votanti finora sono meno di cinquanta
REGGIO EMILIA. L’inchiesta sulle spese pazze, con il 64,4% dei voti, seguito dallo scontro tra Renzi e la Cgil, con il 51,1%. Sono queste le principali risposte ad uno dei quesiti posti dal circolo 4 di Reggio nel sondaggio sull’astensionismo delle scorse elezioni regionali. Numeri assoluti bassissimi, con appena 49 questionari restituiti, per un’iniziativa voluta fortemente dal segretario cittadino Pd, Mauro Vicini, che proprio ieri stava analizzando altre 85 schede, le cui risposte sono arrivate online, dopo l’apertura del sondaggio sulla piattaforma surveymonkey.com.
La prima domanda posta nel questionario riguardava le cause all’origine dell’astensionismo. E, secondo quanto emerso da queste prime risposte, sarebbe stata proprio l’inchiesta sulle spese pazze la principale ragione che ha spinto i reggiani a disertare le urne (29 voti assoluti). A seguire, lo scontro di Renzi con i sindacati sul Jobs Act (23 voti), mentre la spiegazione “ufficiale” circolata subito dopo il voto negli ambienti Pd – ovvero che il fatto che alle elezioni mancasse il traino nazionale da parte dei mass media – non sembra aver avuto grande successo: soltanto il 13,3% (6 voti) .
“Che cosa dovrebbe fare il Pd per riconquistare gli elettori”. Era questa la seconda domanda posta nel sondaggio. Le risposte? Per il 27,1% dei votanti, il Partito Democratico dovrebbe organizzare iniziative di ascolto dei cittadini (13 voti). Stessa percentuale anche per l’opzione “Garantire una trasparenza/controllo sugli eletti”, mentre per il 29,2% dovrebbe “impegnarsi perché l’azione di governo produca dei risultati evidenti per i cittadini” (14 voti).
La risposta più “gettonata”, tuttavia, con una percentuale del 39,6% (pari a 19 voti) è quella secondo la quale il Pd dovrebbe “sviluppare attività come partito, radicare il partito sul territorio per poter ascoltare meglio e farsi interprete dei bisogni reali dei cittadini”.
Ma il popolo del Pd – iscritti e simpatizzanti – è soddisfatto del Pd? La bocciatura è abbastanza sonora, seppure limitata agli appena 49 votanti: il 40,4% si è dichiarato poco soddisfatto, il 12,8% “per niente soddisfatto”, il 21,3% “abbastanza soddisfatto” e solo il 2,1% – ovvero un solo votante – si è dichiarato “Molto soddisfatto”. I motivi alla base dell’insoddisfazione? Per molti è da ricercare nel governo, considerato “troppo legato ai gruppi di potere e poco democratico”, “non legittimato” e “di destra”. (e.spa.)
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