Da presidente a operaia per un programma tivù
Chiara Nasi, presidente di Cir food, protagonista su Rai 2 di “Boss in incognito” un reality centrato sul mondo del lavoro dove a comandare sono i dipendenti
REGGIO EMILIA. È passata dal ruolo di presidente a capo di una coop da 11mila dipendenti a quello di semplice operaia, comandata proprio di suoi sottoposti. Quattro giorni a favore di telecamera impiegati dalla presidente di Cir food, Chiara Nasi, per le riprese di “Boss in incognito”, programma televisivo che va in onda su Rai 2 del quale sarà protagonista nella puntata del 5 gennaio.
Buongiorno!Dopo l'Irpinia, #Bossinincognito va in Emilia:lunedì ci infiltreremo nella #Cirfood! Un'azienda in rosa... pic.twitter.com/64JPFi4GMQ
— Boss in incognito (@Bossincognito) 3 Gennaio 2015Il programma è un docu-reality sul mondo del lavoro e prevede che il capo o un dirigente dell’impresa, il “boss” appunto, accetti la sfida di lavorare per una settimana sotto mentite spoglie, nei livelli produttivi e operativi della società, svolgendo diverse mansioni, per ognuna delle quali è affiancato da un tutor (di fatto un sottoposto) che lo forma.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10509740:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2014/12/16/news/cir-food-vince-la-ristorazione-di-expo2015-1.10509740]]
«All’inizio siamo stati molto scettici e dubbiosi» fanno sapere da Cir food, colosso reggiano della ristorazione collettiva che ha da poco vinto l’affidamento dei servizi di ristorazione per Expo 2015. «Poi dopo una lunga riflessione abbiamo deciso di partecipare perché abbiamo ritenuto che fosse una bella opportunità quella di dare visibilità alla nostra coop su una rete televisiva nazionale».
Un aumento di visibilità che gioca un ruolo fondamentale per la cooperativa, intenzionata a lanciare i sui marchi - ristoranti e bar - anche nel settore delle concessioni autostradali e degli aeroporti, uscendo dal perimetro degli appalti pubblici, terreno sempre più accidentato a causa delle gare al ribasso.
Ecco allora l’opportunità di finire sulla tivù di Stato, palesatasi qualche mese fa con la chiamata di Endemol, società che produce anche altri format come “Il Grande fratello”.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10600672:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/cir-food-alimenta-l-expo-la-presentazione-dell-evento/37902/37971]]
«E’ stata un’esperienza molto faticosa ma sicuramente positiva e arricchente - ha detto Nasi, che per alcuni giorni ha dovuto dismettere i panni del “boss” - Ho deciso di mettermi in gioco e di accettare questa sfida, pur consapevole che il termine boss non faccia parte del nostro linguaggio e non si addica al modello partecipativo della nostra impresa cooperativa, per avere l’opportunità di relazionarmi con i colleghi delle strutture, scoprire le loro storie, analizzare i loro punti di vista e suggerimenti per capire cosa funziona e cosa si potrebbe migliorare. Nessuno meglio dei nostri soci lavoratori può dare idee per contribuire alla crescita della nostra impresa».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10526270:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2014/12/18/news/cir-food-sfamera-24-milioni-di-visitatori-1.10526270]]
Ci sono stati anche momenti nei quali la presidente avrebbe voluto mollare tutto. «É stato grazie al gruppo che non ho ceduto, ovvero ai pochi colleghi Cir food complici del programma che mi hanno sempre sostenuto. È stato molto faticoso sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista mentale, poiché dovevo stare attenta a non farmi riconoscere. Volevo capire tutto dei processi e delle funzioni dei colleghi ed entrare in sintonia con loro per approfondire le loro bellissime e intense storie».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
