«Gli anziani si vergognano a chiedere aiuto»
Carpi (Cgil): «Non vanno al Comune o alla Caritas, non rivelano nulla neanche ai famigliari»
REGGIO EMILIA. Se gli organi di informazione non se ne occupassero, molti non sospetterebbero neppure l'esistenza delle nuove povertà, un fenomeno talora invisibile. Occorrono reazioni disperate, come quella descritta ora dalla cronaca cittadina, per farle emergere.
Non a caso ne è protagonista un'anziana pensionata sociale, una figura emblematica del crescente disagio causato da una crisi duratura e strutturale. «Chi percepisce soltanto la pensione minima – rileva Silvano Carpi del sindacato pensionati Spi- Cgil – si trova perlopiù al di sotto della soglia di povertà assoluta, con trattamenti pensionistici quasi fermi da anni. Noi dissuadiamo i comportamenti dettati dalla disperazione. Tuttavia i nostri volontari, presenti in tutti i comuni della provincia, segnalano che azioni simili si stanno estendendo».
Il problema è spesso aggravato dalla vergogna e dal timore di perdere la dignità: «Gli anziani – spiega Carpi – sono restii a chiedere aiuto. Non si rivolgono al Comune o alla Caritas per non far conoscere la propria condizione. Spesso non la rivelano neppure ai figli, anche se, per fortuna, la solidarietà familiare esiste ancora, sia a favore dei giovani sia a favore degli anziani. Sono sempre più numerosi i pensionati che non riescono a pagare le bollette. All'inizio si limitano a telefonarci. Allora li invitiamo per vedere se hanno diritto all'esenzione dal canone tv e al bonus per l'elettricità e il gas». Le nuove povertà, quindi, si impongono anche all'attenzione delle associazioni dei consumatori. «Quando capitano spese impreviste – riferisce Giovanni Trisolini, segretario provinciale di Federconsumatori – si fa presto a precipitare nella fascia di povertà assoluta. Vengono così ridotti consumi essenziali, come l'alimentazione e il riscaldamento, quando non viene a mancare il bene primario della casa. Nella nostra provincia sono 15mila gli utenti che hanno ottenuto la rateizzazione delle fatture di Iren. In via Turri abbiamo il caso di un uomo di 90 anni che, pur avendo sempre pagato, deve patire il freddo».
Luciano Salsi
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