«Ha colpito il figliastro per punire la compagna»
REGGIO EMILIA. «Ha ferito il ragazzo perché voleva colpire la donna in quello che ha di più caro. E aveva minacciato di farlo con questa motivazione, durante le precedenti liti». E’ il capo della...
REGGIO EMILIA. «Ha ferito il ragazzo perché voleva colpire la donna in quello che ha di più caro. E aveva minacciato di farlo con questa motivazione, durante le precedenti liti». E’ il capo della Squadra mobile, Guglielmo Battisti, a spiegare l’arresto del 40 dominicano, in fuga per dieci giorni dopo aver accoltellato il figlio della compagna.
Tutto è successo il 20 dicembre scorso. L'uomo si era fatto trovare alle 7 del mattino davanti alla casa della compagna: con lei e i suoi figli, presto sarebbero dovuti andare a convivere. Ma il rapporto tra i due, fatto di alti e bassi, era ormai diventato turbolento. Quella discussione di prima mattina era ben presto culminata in una violenta lite. Il 40enne si era scagliato contro di lei, prendendola a botte. Fino al gesto incomprensibile: quelle dieci coltellate al torace del figlio17enne della donna, che in quel momento si trovava ancora nel letto, utilizzando un coltellino svizzero. Poi, la fuga.
La donna e il figlio avevano chiesto aiuto al 118 ed erano stati accompagnati al pronto soccorso. Per quelle ferite, il giovanissimo era stato operato. Ora, per fortuna, sta meglio ed è già stato dimesso.
Ma le ricerche del fuggitivo si erano subito messe in moto e non si sono mai fermate, nemmeno sotto le feste. «Avevamo ipotizzato che si fosse mosso verso Milano o Vicenza, per alcuni contatti che l’uomo ha in quelle città. Invece, abbiamo capito che era rimasto a Reggio» racconta Battisti. Il cerchio è stato stretto intorno alla comunità dominicana e sudamericana. L'uomo si stava nascondendo da amici, non tutti consapevoli di quello che aveva fatto, dormendo anche in garage. «Li abbiamo convocati più volte in questura, spiegando loro dell’accaduto». E loro probabilmente hanno consigliato al 40enne che avrebbe dovuto consegnarsi.
Lo ha fatto il 30 dicembre scorso, dall’ufficio dell’avvocato - il legale Federico De Belvis - dove era stato portato da un’amica. All’arrivo della polizia, è stata data esecuzione alla misura di custodia per tentato omicidio: sulla strada per il carcere, ha pianto.
Per tutti i dieci giorni di latitanza, la polizia è stata vicina anche alla donna e al giovane: un cordone di sicurezza, nel timore che l’uomo tornasse a far loro del male.
Ieri mattina, in carcere, il 40enne ha risposto per un’ora alle domande del giudice Cristina Beretti nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia.Ha ammesso d'aver accoltellato il figliastro, ma in un contesto e con motivazioni diverse da quanto risulta agli investigatori. Parole che ora necessitano di riscontri. Al momento il patrigno rimane in carcere.
Ma è già agli atti del pm Giacomo Forte una consulenza medico-legale (del dottor Cristian Rapicetta) che “parla” di coltellate potenzialmente letali al 17enne, sia alla schiena che al torace. (el.pe)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
