Gazzetta di Reggio

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REGGIO EMILIA

In vendita una porzione di Palazzo Rangone

Enrico Lorenzo Tidona
In vendita una porzione di Palazzo Rangone

Il prezzo è basso (390 mila euro) per un edificio di quel prestigio ma c'è bisogno di importanti lavori di ristrutturazione

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REGGIO EMILIA È una della dimore storiche del centro di Reggio Emilia, definita «uno dei complessi più articolati e affascinanti» della città. Parliamo di Palazzo Rangone, casa scelta dall’omonima famiglia dove, nonostante lo scorrere del tempo, è ancora possibile individuare sia i segni della prima edificazione quattrocentesca, sia quella della seconda metà del cinquecento. «Di questa costruzione, di assoluto prestigio, rimangono leggibili il raffinato parametro murario, le grandi finestre a sesto acuto, alcuni soffitti cassettonati ed un’elegante colonna con capitello a foglie di loto nel cortile» viene riportato nell’avviso di vendita.

Un pezzo del palazzo, infatti, è stato messo sul mercato, in attesa di nuovi proprietari che dovranno però metterci le mani per riportare le stanze al vecchio splendore. Il prezzo per i 260 metri quadri dell’edificio sul quale è apparso il cartello “Vendesi” partirebbe da un prezzo di 390mila euro, appena 1.500 euro al metro quadro. Una richiesta certamente ponderata dai venditori, ma che ricorda più un appartamento della prima periferia che un palazzo storico e di grande valore.

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L’immobile in vendita inserito nel palazzo è composto da un piano rialzato di circa 160 metri quadri e da un piano interrato di 100 metri quadri. Gli affacci sono sia su Corso Garibaldi che su via Farini, coperti dalle grandi grate in ferro battuto che compongono la facciata più rovinata dell’edificio. «L’appartamento è completamente da ristrutturare» scrivono i venditori «ideale sia per una residenza di lusso che per un ufficio di rappresentanza. All’interno del cortile è disponibile anche un garage».

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Durante l’ultimo periodo di utilizzo, l’appartamento era stato adibito ad ufficio. Il presto del palazzo è tutto abitato, nel quale risiedono anche esponenti della nobile famiglia Rangoni. La dimora fu degli Scaioli sino al 1683, anno in cui passò ai Canossa. Da questi pervenne nel 1768 ai conti Torello ed infine nel 1809 ai Rangone. L’eventuale ristrutturazione potrebbe fare da volano al piano di riqualificazione dell’area, dove sono presenti decine di palazzi fatiscenti e spesso disabitati, per i quali il Comune sta pensando ad un piano di “salvataggio”.

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