L’Hotel Posta festeggia i cinque secoli di attività
Aperto nel 1515 come “Hostaria per viandanti” ha vissuto la storia della città senza mai rinnegare la propria vocazione di struttura ricettiva di prim’ordine
REGGIO EMILIA. La nostra, è una città ricca di sorprese, soprattutto in fatto di luoghi significativi, nel senso che ne esistono in numero maggiore rispetto a quelli che si conoscono. Per fortuna che ciclicamente qualcuno di questi, anche per merito di una semplice ricorrenza, si rivela con forza.
L’anno che è appena iniziato, ad esempio, ricorrono i 500 anni dell'Hotel Posta, inteso non come edificio, ma come attività. Vale a dire: il 2015 segna il prestigioso traguardo della 'destinazione' alberghiera del cosiddetto Palazzo del Capitano e del Popolo.
«E parliamo di un'attività ininterrotta, basata su dei documenti» ci dice con passione la proprietaria Maria Carla Terrachini.
IL PRIMATO. La particolarità è che il nostro Hotel Posta 'rischia' di essere se non il più vecchio in Italia, almeno tra i più longevi. Per questa peculiarità, in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, Unioncamere lo ha incluso 'tra le imprese che hanno fatto la storia d'Italia'. Sulla base di questo importante primato, e in occasione dell'anniversario tondo, quest’anno verranno promosse diverse iniziative tra cui la pubblicazione di un volume che uscirà in autunno.
IL LIBRO CELEBRATIVO. Ricchissimo di belle fotografie, sarà coordinato da Giulio Bizzarri con gli interventi di Carlo Baja per la parte storico - politica, di Luisa Bosi per l'attività alberghiera dal 1515 ad oggi, mentre Giuseppe Berti scriverà dell'aspetto artistico in particolare sull'opera pittorica di Cirillo Manicardi e sul salone del 1300 e infine Stefano Maccarini si occuperà dei restauri effettuati negli anni '30.
Qualcuno nel descrivere l'edificio disse che "in quelle stanze vi è la storia di una città".
Niente di più esatto, dato che sia prima che fosse trasformato in locanda, sia dopo, esso si trova al centro della nostra storia civica; sarà anche per la posizione felice nel mezzo della via Regale (l'attuale via Emilia) che all'epoca proprio in quel punto era chiusa.
CORREVA L’ANNO 1515. L'attività alberghiera dell'Hotel Posta, ebbe inizio dunque nel 1515, quando venne adibito nella parte di sotto (il piano terra) a botteghe, per il resto viene dato in affitto ai Baldicelli degli Scaruffi per realizzare "Una bona et capace hosteria per i viandanti";
all'inizio si chiamava 'Osteria del cappello, quindi 'Osteria del cappello rosso', per divenire attorno al 1740, stazione di posta con il nome 'Locanda della posta', poi 'Locanda della posta del cavalli, 'Albergo della posta'.
Lo stabile, che è sempre stato della municipalità, fu edificato nel 1278 per volere dei consoli che occupavano il palazzo del Podestà (l'attuale palazzo del Monte), da destinare al magistrato detto 'Capitano del Popolo' e il primo nel 1280 fu Bacilerio dei Bacilieri; 60-70 anni dopo subentrarono i signori Gonzaga, i Visconti, quindi gli Este.
L' ultimo intorno alla seconda metà del '400, fu Sigismondo d'Este. Negli anni successivi, quando ebbe inizio l'attività alberghiera fu di proprietà del comune che lo tenne fino al 1870, quando fu venduto ai fratelli Fontana, quindi ai Dallari, ai Marchesi fino a quando nel 1919 lo acquistò il nonno di Maria Carla, Eugenio Terrachini.
IL RESTAURO. Allora era un edificio cadente la cui facciata completamente intonacata nascondeva sia le bifore che i merli.
Terrachini pensò a restaurarlo e per questo incaricò l'ingegner Tirelli che aveva già restaurato la parte dell'edificio verso piazza Prampolini. Intervenne anche la soprintendenza che volle vedere cosa c'era sotto l'intonaco sia all'esterno che all'interno, per ad esempio le pareti del salone che dopo rivelarono i affreschi che tutt'ora sono i più antichi di Reggio.
Intanto l'ingegner Tirelli realizzò un progetto avveniristico, ripensando l'edificio in stile impero, con una torre altissima e tutta lavorata, addirittura con i mori che battevano l'ora.
La scoperta della facciata medievale, fatta di magnifici mattoni colorati, da parte della soprintendenza, naturalmente fermò il progetto di Tirelli, e così nel 1931 fu terminata così come si vede adesso.
UN TUFFO NEL PASSATO. Intanto la proprietà passò al figlio Paolo, dotato della stessa passione di Eugenio per ciò che riguarda l'impegno a valorizzare il locale.
A questo lavoro, contribuì la cura profusa dalla madre di Maria Carla, Franca Menada che si è occupata di arredare i locali a piano terra con i bellissimi mobili acquistati, in stile liberty che erano della storica pasticceria Nazzani (tra l'altro i creatori del dolce 'biscione') che si possono ammirare tutt'ora.
Un altro pezzo salvato della vecchia Reggio, di quel magnifico locale, punto d'incontro dell'aristocrazia intellettuale di fine 800, rivive dunque all'interno dello storico Hotel Posta di cui i Terrachini negli anni 80, nella persona del figlio di Maria Carla, Umberto Sidoli, ne assunsero anche la gestione.
Tra le curiosità legate ai deliziosi arredi di Nazzani, impreziositi in diversi punti dell’albergo dai putti di Cirillo Manicardi, si nota in primo piano ben incorniciato un articolo del direttore della Gazzetta di Reggio Giulietto Fornaciari detto Grifo del 1975, in cui descrive la magnifica sensazione di stare tra quei mobili perché gli sembra di tornare indietro, riassaporando i profumi della leggendaria pasticceria che frequentava da bambino con suo padre.
Giulia Bassi
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