Gazzetta di Reggio

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«No ai due incarichi» L’escluso Malavasi attacca Andrea Rossi

di Evaristo Sparvieri
«No ai due incarichi» L’escluso Malavasi attacca Andrea Rossi

L’ex presidente Cna è il primo dei non eletti del Pd ma il sottosegretario non vuol liberare il posto in consiglio

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REGGIO EMILIA. «Credo che non sia opportuno che le persone occupino più di un posto. È una delusione, ma per fortuna ho un lavoro al quale dedicarmi». Con 4242 preferenze, alle Regionali è stato il primo dei non eletti del Pd reggiano. E, durante il toto-giunta, per lui si è parlato spesso di un probabile ingresso in assemblea legislativa, che sarebbe scattato nel momento in cui un reggiano fosse entrato a far parte della squadra di Bonaccini, liberando così un posto. Un’ipotesi che ora, a giochi fatti, per l’ex presidente nazionale Cna, Ivan Malavasi, sembra invece allontanarsi: Andrea Rossi, recordman di preferenze in provincia, nominato sottosegretario, ha infatti manifestato l’intenzione di non voler lasciare la sua carica da consigliere.

«Non voglio polemizzare con Rossi, non è l’unico – attacca Malavasi – Forse il 2105 porterà consiglio. Io faccio solo un ragionamento politico: mi pare sbagliato politicamente che alcune persone mantengano due ruoli. Credo che sia un dispetto verso i cittadini». A mantenere il doppio incarico – sia in consiglio che in giunta – saranno anche Palma Costi e Paola Gazzolo. Una decisione che i neoassessori e lo stesso Rossi hanno motivato con ragioni sia di tipo politico che economico: da un lato, decidendo di rimanere in consiglio per non tradire il mandato dei cittadini (per Andrea Rossi, sono state 8.747 le preferenze ottenute alle Regionali); da un altro lato, per cominciare già con questa scelta una riduzione dei costi della politica, facendo risparmiare al consiglio circa 500mila euro in cinque anni, ovvero il costo per il subentro di ogni nuovo consigliere. Da sottosegretario, Rossi prenderà una sola busta paga, pari a 6.104,47 euro mensili lordi per indennità di carica (lo stesso stipendio di un consigliere semplice), cui si aggiungono 2.014 euro lordi per indennità di funzione (la stessa cifra di Ottavia Soncini, eletta vicepresidente dell’Assemblea legislativa). Motivazioni che tuttavia non convincono affatto Malavasi: «Riduzioni dei costi della politica con questa scelta? Nella vita ognuno può dire ciò che vuole, ma non mi sembra una gran risposta. Io ho fatto la mia corsa e sono contento del risultato, ottenuto in solitudine, grazie agli amici delle associazioni, dopo tanti anni lontano da Reggio».

Ma, in caso di chiamata, Malavasi accetterebbe di diventare consigliere? «Sinceramente non lo so. Prima di tutto vorrei parlare con Bonaccini, che non ho più sentito. In campagna elettorale si era creata una squadra. Dopo il voto non ho avuto confronti e non ho ricevuto telefonate. Gli eletti hanno fatto tutto in solitudine. Credo invece che anche i non eletti debbano essere coinvolti». Per Malavasi, «la politica è prima di tutto etica e responsabilità. Come altri, ci eravamo candidati da esponenti della società civile, dando la nostra disponibilità a riavvicinare i cittadini alla politica. Chi aveva dato questa disponibilità ha commesso un errore: pensavamo di raccogliere il malcontento, invece c’è stato l’astensionismo. Un astensionismo dovuto proprio alla politica, ormai troppo lontana dai cittadini, non certo ai candidati. Gli elettori hanno scelto di non esprimersi, non trovando nella politica nessuna speranza. Non si può pensare che in Emilia vadano a votare meno persone della Calabria. Un dato che dovrebbe far riflettere. Ma, dopo un mese, non mi sembra che la Regione stia stimolando gli animi dei cittadini».

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